Aspettativa o licenziamento?

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2 novembre 2012 di Espatrio Isterico

Molti lavoratori si mettono in aspettativa piuttosto che licenziarsi.

Non è certo una scelta stupida, anzi, e per questo motivo in molti mi hanno consigliato di fare così.

Qualcuno mi ha anche pregata di fare così! 🙂

Le mie valutazioni mi hanno spinta in una direzione diversa, e ho capito di aver fatto bene solo dopo che sono arrivata qui.

 

L’aspettativa ha numerosi vantaggi:

  • conservazione del posto di lavoro
  • possibilità di fare un’esperienza con la mente abbastanza sgombera
  • possibilità di tornare indietro se qualcosa va storto.

questi ”vantaggi” mi hanno spinta a licenziarmi.

Il fatto è che…NON PUO’ ANDARE MALE.

Quando prendi un volo di sola andata con dei bambini, rivoluzionando il loro intero sistema di vita conosciuto,

NON PUO’ ANDARE STORTO.

Anche licenziarsi ha dei vantaggi, ma ne cito uno solo perchè è il più importante:

quando ti licenzi stai chiudendo quell’esperienza, e puoi solo guardare avanti. Ciò che devi fare, dopo, è muoverti in avanti, senza mai tornare indietro, perchè non puoi farlo.

Questo è il senso del mollare tutto, questo è il senso del cambiare vita. Devi fare in modo che il domani sia diverso.

Prima di partire non puoi nemmeno prevedere le variabili che ti aspettano. Sei in una terra straniera, senza casa, senza amici, senza familiari. Direi che il ventaglio di possibilità quotidiane è talmente vasto che non puoi nemmeno tirare a indovinare.

Lo sconforto e il dubbio sono una costante, con la quale devi imparare a convivere per almeno le prime due settimane. Quando poi tutto inizia a prendere forma, spariscono i dubbi, e sparisce lo sconforto, ma nelle prime settimane, lo stato d’animo E’ CRUCIALE.

Se avessi tenuto il posto in banca, dopo 10 giorni avrei fatto il volo di ritorno. L’avrei presa come una vacanza, e sarei tornata li nella mia città, in una casa vuota perchè ho venduto tutto, senza soldi, e con un sacco di gente che ti chiede:

”e tu? ma non dovevi andare…”.

Non avrei fatto le esperienze che sto facendo, mi sarei arresa.

Invece ora devo lottare e camminare per farmi un nuovo posto nel mondo, ed è un momento emozionante e avventuroso.

C’è anche da valutare che non sono andata in Congo, sono in Inghilterra, una terra comunque ancora molto ricca di opportunità, e dove un lavoro da svolgere lo trovi, di qualunque tipo sia, fino a quando la conoscenza della lingua non diventa abbastanza fluent per altri posti di lavoro.

Altro aspetto interessante del licenziamento è che puoi godere almeno del TFR, basso o alto che sia, magari non arriverà subito, ma nel giro di qualche mese c’è un introito che ti permette di stare tranquillo un attimo, e di respirare, e di decidere cosa puoi fare.

Ritengo che se vuoi davvero espatriare, non ha senso tenere in piedi rapporti di lavoro in Italia. Io non volevo più vivere in questo Stato, non riconoscevo nulla che si avvicinasse a me nella cultura italiana. Ultimamente ero schifata e preoccupata e volevo solo mettere i nostri 10 piedi fuori dalla nazione.

E’ passato poco tempo, da quando l’ho fatto, e nonostante l’attuale instabilità…se tornassi indietro, farei tutto ciò che ho fatto.

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One thought on “Aspettativa o licenziamento?

  1. sergio ha detto:

    ti stimo sara hai le palle grosse come un mulino, io non avrei saputo fare meglio complimentoni e persevera!!! un abbraccio sergio

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