Lavoro: prime delusioni

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2 novembre 2012 di Espatrio Isterico

Appena trovata la casa, abbiamo iniziato la ricerca vera del lavoro.

Ci siamo fatti fottere 6 pound per la stampa di qualche curriculum in un internet point, e tutti contenti abbiamo iniziato la nostra corsa verso il successo.

In attesa del 1 novembre, fatidica data del rilascio dell’Insurance number, abbiamo deciso di partire dalle agenzie di lavoro. Ce ne sono in ogni angolo, ed espongono sulle enormi vetrine decine e decine di posti di lavoro. Sembra che per noi ci sia spazio ovunque!

Che bello!

Prima agenzia.

Avviso fuori dalla porta: cerchiamo persone amichevoli e sorridenti, per aumentare il nostro organico. Necessitiamo di data-entry, se vuoi far parte del team, devi solo entrare, sorridere e dire ‘’Hello!’’.

WOW! È così semplice! Certo, posso iniziare a fare data-entry, no? Entro tutta sorridente, dico Hello, e la segretaria mi squadra acida. Ops, mi sento una minchiona. Vabbè:

Io: buongiorno, desidero lasciare il mio curriculum per la posizione di data entry che ho visto esposta in vetrina.

Lei: si, grazie, se c’è qualcosa la chiamiamo ok?

Io: ah…quindi non devo parlare con nessuno?

Lei: no, può andare.

Ah…bene. Doccia fredda ma…dai abbiamo appena iniziato! Riproviamo!

SECONDA AGENZIA:

buongiorno, vorrei lasciare il cv e avere la possibilità di vedere se ci sono posizioni aperte che possano corrispondere alle mie skills.

Lei: buongiorno. Lavoriamo solo con persone che abbiano almeno due anni di esperienza in UK.

Io: d’accordo, grazie lo stesso, arrivederci.

TERZA AGENZIA: questa era un’agenzia che mi aveva contattato e inviato il pre-contratto per il ruolo di customer service, in un’azienda che necessitava di gente madrelingua italiana. Entro, e mi accoglie un’altra gelida ragazza.

Io: buongiorno, ho avuto un colloquio telefonico con voi, potrei parlare con un consulente per favore?

Lei: salve, dovrebbe compilare questo modulo e la richiamiamo.

Io: questo modulo l’ho già compilato, ce lo avete già, e ho anche già parlato con voi quando ero in Italia. Ora vorrei parlare con qualcuno per una posizione di customer service…potrei avere un appuntamento per favore?

Lei: no, deve compilare il modulo e verrà ricontattata se c’è qualcosa per lei.

Prendo quel dannato modulo, inizio a compilarlo ma stavo davvero iniziando a incazzarmi. 15 pagine già compilate, ma perché lo devo rifare? Decido di insistere, e arriva una bionda.

Bionda: salve, qual è il problema?

Io : ripeto tutto daccapo…

Lei: si, ma noi abbiamo bisogno di questo modulo.

Io: ce l’avete giàààààààà!

Lei: ah, il suo nome è….ah! Sara! Certo che mi ricordo di te, hai un ottimo curriculum e potremmo avere qualcosa per te, tra qualche settimana.

Ora per favore, puoi compilare il modulo?

HO preso quel xxxxx di modulo, le ho detto che glielo avrei riportato compilato.

Ovviamente non gliel’ho MAI PIU’ RIPORTATO!

A questo punto eravamo davvero davvero sconfortati.

Il nostro ottimismo si era dissolto nel nulla, tanta strada sempre con quei bambini sballottati qui e li, per sentirci dire compili il modulo-richiameremo…eravamo davvero tristi e depressi, stressati, stanchi e forse anche dubbiosi. Lo sconforto è sempre dietro l’angolo quando sei fuori casa, dopo una scelta estrema.

Mentre camminavamo sotto la pioggia cercando di nasconderci un po’ la delusione a vicenda, leggo una scritta viola:

richiediamo con urgenza personale per pulizia e magazzini. Entra!

Ci guardiamo…Pablo mi guardava come dire…perché pulizie, Sara? Ma dopo un attimo sono corsa su.

Finalmente mi accoglie una ragazza che guarda il cv, mi fa compilare un piccolo modulo, mi ascolta mentre parlo e mi dice:

guarda, hai davvero un buon cv, ma io per ora ho solo pulizie. Se tu sei disposta a fare di tutto, appena ne abbiamo bisogno ti chiamo, ok?

 

Ho detto si, ero disposta davvero a tutto, ed ero felice che mi avessero almeno degnata di un colloquio.

Anche Pablo si è registrato per dare disponibilità a ruoli di magazzino ect…

Torniamo in hotel un po’ tristi e delusi, e dopo mezzora mi chiama l’agenzia per propormi di lavorare domani. Scarpe comode, perché devi pulire. Alle 8.30 qui davanti, ok?

Ero perfino felice…!

PRIMO GIORNO:

Mi viene a prendere un signore sui 60 anni e una ragazza sui 40 anni. In macchina. Ci fermiamo a prendere un’altra ragazza, polacca, che non parla una parola di inglese. Andiamo bene…gli chiedo dove andiamo e cosa facciamo, e mi dicono che avrei visto. Non stavo proprio bene, su quella macchina insieme a sconosciuti, diretti in una località ignota. Ho pensato addirittura al traffico di organi! Dopo un’ora siamo arrivati in un lussuosissimo Yacht Club, dice che era una giornata di pulizie profonde. Ho passato 6 ore a pulire delle docce e dei bagni bellissimi e per niente sporchi.

Durante la giornata mi veniva da piangere. Pensavo che da consulente bancario a lava docce, il cambio non era stato particolarmente vantaggioso…sentivo costantemente la voce di mia madre che mi ripeteva: hai visto? Ah, che bel salto di qualità! Avevi un posto sicuro che molti vorrebbero, e l’hai mollato per cosa? Per lavare cessi? Ah, complimenti, è proprio questo che io e tuo padre volevamo per te! E molte altre cose di questo tenore, che cercavo di silenziare ma che mi deprimevano davvero tanto.

Alla fine della giornata ero davvero stanchissima, e mi aspettava un infuriato marito, in preda alla sua frustrazione: lui non aveva trovato lavoro, io facevo le pulizie, eravamo senza casa, avevamo pochi soldi, e tutto sembrava estremamente problematico.

SECONDO GIORNO:

torniamo in quello yacht club e io proprio non ne avevo voglia! Due volte la stessa cosa non la potevo immaginare, e menomale mi hanno spostata in un altro blocco docce, spettacolari, pulite, e di nuovo ho pulito sul pulito. Questa volta ero più serena, il manager ha insistito che mi candidassi in qualche banca locale, rassicurandomi sul fatto che tutto si sarebbe aggiustato.

 

Dopo due giornate di lavoro, abbiamo attuato il piano B.

Io mi sarei dedicata ai bambini, Pablo sarebbe uscito a tappezzare la città di curriculum. Nel frattempo, in hotel, cercavo lavori per entrambi e inviavo curriculum, decine e decine di curriculum.

Abbiamo imparato molto da questa esperienza, e una delle prime cose che abbiamo capito è che molte agenzie di lavoro, qui, hanno degli ottimi slogan e un servizio pessimo.

L’altra è che se vuoi cambiare vita, ciò che arriva è davvero nuovo e…potrebbe non essere ciò che pensavi!

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