Ripasso di Fabbrica

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3 novembre 2012 di Espatrio Isterico

Inutile dirlo, ci devo sbattere il muso. Sono così determinata che anche le peggiori lezioni, le voglio ripassare!

E quindi mi sono fatta un’altra bella giornata in fabbrica.

Posso dirvi che non è stata più pesante dell’altra, ma ha avuto alcune fasi.

Innanzitutto era una giornata di quelle storte, ma storte!

Pablo ha smontato il suo turno di lavoro alle 6 di mattina, quando è tornato si sono svegliati i bambini, ho dormito malissimo ed ero in piedi da presto, tesa come una corda per quella specie di colloquio di lavoro. Ho perso l’autobus per farmi psicanalizzare dall’intervistatore e mi sono fatta la doccia mentre ero al telefono!

Sono uscita tutta arruffata, ed ero già in ritardo. Arrivando alla stazione ho incontrato un collega lituano che mi dice che lo porta un suo amico in macchina, ma non mi ha proposto di darmi un passaggio, e io sono troppo orgogliosa per chiedere qualcosa, che stupida!

Arrivata alla stazione per prendere l’autobus (la fabbrica è a 40 minuti circa da casa), mi sono accorta di non avere soldi abbastanza per il rientro. Considerando che qui andata e ritorno sono 6 sterline (8 euro circa), ne avevo solo 5…vabbè, ho fatto solo l’andata, sperando nel buon animo di qualche collega operaio.

Arrivo in ritardo, pioveva, non avevo pranzato, e il turno iniziava alle 13.30 (ritardo di 10 minuti). Appena entro, uno dei manager (un ragazzo polacco giovane e stronzo) mi dice, brusco: Perchè sei in ritardo? Problemi in famiglia. Ti toccherà lavorare di più adesso. Vai in quel banco e inizia.

Ero già isterica. Se solo mi avesse detto una parola di più, UNA SOLTANTO, gli avrei urlato di andare a cagare. Ma fortunatamente, tutto si è chiuso li.

Mentre lavoravo ho cercato passaggio per tornare, ma uno aveva la macchina piena, l’altro non capiva una mazza…e quindi niente. PER FORTUNA, ho trovato 10 sterline nella tasca dei jeans che indossavo. Il mio solito colpo di culo.

Incarico: mettere due pezzi di scotch biadesivo sulle finestrelle natalizie della Co-operative Food. Avete presente quelle finestrelle dei prezzi? sono delle cornicette rettangolari, però di circa 30 cm. Ecco:

prendi la cornice, mettile un pezzo qui, taglia, un pezzo qui, taglia, metti la cornice da parte e rinizia.

Ecco, dalle 13.40 alle 22.00 HO FATTO QUESTO GESTO MIGLIAIA DI VOLTE. Solo questo, nient’altro.

Fino alle 15.30 ero arrabbiata. Proprio arrabbiata. Pensavo tra me e me molti modi di fargliela pagare, cioè costruivo intere scene dove mi dovevo assolutamente vendicare del torto. Di tutto! Del colloquio andato male, del passaggio non dato, del passaggio per tornare che non ho trovato, della frase del manager…. avevo una rabbia che era solo dovuta a stanchezza e stress, ma in quel momento mi sembrava assolutamente legittimo provarla.

Poi ho iniziato a calmarmi. Ho pensato all’esperienza che stavamo facendo, alla forza che stavamo tirando fuori, ai miei bambini a casa, ai viaggi che voglio fare…e mi sono calmata. Ogni minuto mi ripetevo ”che lavoro di merda eh!” ma andavo avanti. Mi sforzavo, ma andavo avanti.

Dalle 17.00 fino alla pausa delle 19.00 è successo qualcosa. D’improvviso avevo il pilota automatico. Non mi pesava più niente. Ero in piedi da ore, ma non lo sentivo, mi facevano male le spalle, ma non lo sentivo. La noia, non la sentivo. Era come se le mani andassero da sole. Ho pensato: ecco, l’adattamento dell’uomo, ecco perchè le persone non si suicidano dopo un mese di lavoro in fabbrica. Perchè ti abitui, la verità è che ci possiamo abituare  A TUTTO!

Ho divagato parecchio con il pensiero, pensavo a un sacco di cose! Pensavo…ai movimenti ecologisti, che ho capito solo ora. Il lavoro che ho fatto, tutta quella carta…non serve a niente. Verrà buttata! Ma quanti alberi sono?? Ho pensato tante volte che lavorare in banca fosse inutile, girare soldi virtuali che NON ESISTONO, nè esisteranno mai…lavori sul niente. Lavori per il niente. MA QUESTO E’ PEGGIO, perchè tu la devastazione dell’uomo LA TOCCHI NELLE MANI, ti taglia le mani, la carta ( e fa bene…)

Alla fine, arrivano le 7. Trovo anche il passaggio per tornare a casa….che culissimo. Ma pensavo, se non va bene, prenderò l’autobus, e alle 23 sarò finalmente tra le confortanti braccia di Pablo e bacerò i miei bimbi che staranno già dormendo.

Dalle 7.30 alle 9.30 è andato tutto bene. L’ultima mezzora invece…non finiva mai, NON FINIVA MAI!

Allora ho iniziato a contare. Dunque, faccio 4 cartoncini al minuto, quindi, ora sono due ed è passato mezzo minuto, altri due…oddio! no! l’orario è fermo? No, ho solo scoperto che facevo 6/7 cartoncini al minuto, e quindi li contavo uno ad uno…i 30 minuti più lunghi della storia.

Se è vero che gli inglesi vogliono che arrivi a lavoro puntuale, è vero anche che non lavori mezzo secondo in più. E’ come il semaforo. Il verde dei pedoni è sacrosanto, ma quando scatta il verde per le macchine, SI SALVI CHI PUO’! ed è così, alle 22 in punto tutti mollano e lanciano tutto, forbici, taglierini, cartoni. Via!

Un’altra giornata è andata. Adesso quanto a mettere scotch sono un asso…se avete bisogno di lavori di scotch di perfezione, chiamatemi! 😀

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One thought on “Ripasso di Fabbrica

  1. monica ha detto:

    ❤ ❤

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