Di troppo.

Lascia un commento

6 novembre 2012 di Espatrio Isterico

Ci sono cose alle quali non avevo mai pensato.

Da presto ho iniziato a interessarmi alle tematiche inerenti i problemi razziali, grazie a un padre che mi ha sempre coinvolta nei suoi studi. Uno di questi riguardava le leggi razziali del 1933 in Germania, e ciò che è tragicamente seguito. Ho sempre provato un senso di disgusto e di malessere nei confronti del razzismo e delle discriminazioni, anche sessuali, che ancora oggi affliggono tutti gli strati delle società, in quasi tutto il mondo.

Ho poi approfondito la cultura dei Rom, dei popoli gitani, che mi ha affascinata e conquistata, insegnandomi ad avere profondo rispetto nei confronti di questi popoli così detestati. Ancora oggi ho un buon rapporto con la comunità gitana locale, che mi tratta con rispetto e simpatia. Mi manca girare per le strade e non vedere i loro sorrisi d’oro.

Ciò che ho maturato, negli anni, è un senso di libertà e respiro nel pensare al mondo. Il pianeta e i continenti, le acque e i cieli non sono divisibili come pensiamo. Il fatto che io sia nata in Italia NON mi dà più diritti di chi ci viene a vivere. Non credo infatti che coloro che arrivano dopo abbiano MENO diritti di me. Quando sento dire il contrario, credo sia una questione di ”pancia”, del pezzo di pane che ti senti rubare da sotto il naso. Credo sia frutto del dopoguerra, della fame, della paura che il vicino ti tolga uno dei due panini che ti sono rimasti per il resto della settimana.

Cosa sono le nazioni senza uomini? cosa è l’Italia senza abitanti? e uno che viene dalla Francia non può stare qui? e chi l’ha detto? e se vale per i francesi vale per tutto il mondo.

Sono partita per venire a vivere in Inghilterra con in mente la ”libera circolazione” e io la sento proprio, è un principio per me irrinunciabile. Puoi vivere dove cavolo vuoi, ti puoi spostare dove vuoi, è giusto così!

Arrivata qui, non so cosa mi è preso. Ho iniziato a sentirmi un’immigrata. Una di troppo. Una come tante. Una che non deve chiedere troppo. Una che non è inglese, e possibilmente deve stare a cuccia. Zitta, non chiedere. Non parlare a voce alta che sennò sentono che sei straniera. Mettiti in fila come tutti, a testa bassa. Qui non sei nessuno, silenzio.

Ho iniziato a sentirmi tristemente l’ultima arrivata, l’ospite scomodo. Ho iniziato a pensare ai barconi che arrivano da noi, e a quanto mi sia battuta sempre per difendere la dignità di quelle persone. Ho iniziato a pensare che non mi sono battuta abbastanza, che non ho fatto abbastanza. Ho capito il senso di estraneità, la differenza che ti porti dietro che può diventare un macigno, perchè l’Italia è Berlusconi, e a tutti scappa il sorriso. Mi sono sentita imbarazzata per le mie radici, e ho iniziato a ragionare sul senso dell’aiuto reciproco, di quanto si possa segnare la differenza nella vita degli altri. Quando guardi un senegalese, è l’ennesimo che rompe le palle nella tua città. Ma tu non lo sai chi era quel senegalese, cosa faceva prima, cosa ha amato e quanto, che rapporti aveva. Tu non sai nulla delle persone che reputi di troppo…magari quello è un genio, ma non te lo può spiegare.

Ed è così che, nella frenetica ricerca del lavoro, ho iniziato a pensare che mi darò al volontariato. Sento di dover offrire il mio aiuto e il mio supporto, sento di dover offrire ciò che non ho avuto e di cui ho sentito forte la mancanza. Finchè cammini su una terra che conosci e che parla la tua lingua, puoi fare a meno di ricevere aiuto. Chiedi informazioni in una lingua che parli da sempre, e hai vicino i  tuoi cari. Sei un cittadino, hai il passaporto, hai diritti e doveri e una conoscenza (almeno potenziale) di ciò che puoi fare. Quando metti piede in un posto che non conosci, sei solo con te stesso, ed è che così che si sono sentite le molte persone che ho incontrato per la strada, delle quali mi sono occupata poco e niente.

Stamattina ero in ufficio che si occupa di aiutare le persone a capire i loro diritti, e qui ce ne sono tanti. Offrono consulenze apposite per la tutela dei diritti e per promuovere l’uguaglianza, combattendo ogni tipo di discriminazione. In realtà, non mi hanno aiutata più di tanto.

Ma ho giurato: appena ne esco e ci capisco qualcosa, non ci sarà anima alla quale negherò il mio aiuto. Lascia che ne esca, fammi uscire da questa situazione, e mi batterò come una leonessa perchè tutti siano liberi di circolare, di vivere, di scegliere e perchè nessuno venga più discriminato per le sue origini, per il suo sesso, la sua razza o la sua religione.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Archiviati

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: