Ufficio del Lavoro VERSUS Job Centre

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12 novembre 2012 di Espatrio Isterico

Ciò che segue si riferisce a fatti realmente accaduti.

UFFICIO DEL LAVORO – Italia

Se fai parte delle magre schiere di cittadini ottimisti, tenterai di chiamare l’ufficio del lavoro per un appuntamento. Non temere, non risponderanno.

L’Ufficio del Lavoro è quel luogo che nessuno sa esattamente a cosa serva, nel senso che magari ci capiti per registrarti e non li sentirai mai più. Le loro tracce si perderanno nell’oblio. E’ composto normalmente da un salone grande, scrivanie con annoiatissimi dipendenti pubblici che sperano che cambi il governo in fretta, sedie mai sufficienti per tutti, e lunghe file di gente consapevole di essere nel posto sbagliato, e giocano con il cellulare per ingannare l’attesa.

La prima volta che mi ero iscritta al collocamento avevo 20 anni. Mi ha accolta un’impiegata con i capelli sparati e un grosso chewing gum  in bocca che non smetteva di masticare rumorosamente e a bocca aperta. Ero sempre in attesa di verificare se avrebbe fatto o meno una grandiosa bolla da esplodermi in faccia. Mi ha chiesto nome cognome e data di nascita. Che scuole hai fatto? (e masticava…). Ah ecco, firma qui qui qui e qui. Ingenuamente le ho chiesto: ”e poi?”. Risposta: eh, e poi boh, magari ti chiamano.

Ah ecco…tornando a casa ho letto quella specie di foglio che mi ha dato, e ho visto che mancavano un sacco di cose! Innanzitutto: avevo una bambina, e c’era scritto: figli zero. Avevo fatto dei corsi di formazione, ma di tutto ciò che stavo studiando non c’era traccia.. Praticamente aveva saltato tutto, senza chiedere NULLA! Sono tornata il giorno dopo, masticava ancora, e con fare annoiato ha corretto le risposte. Sorriso smagliante e arrivederci. Non li ho mai più sentiti.

Fortunatamente, ho avuto l’onore di reincontrare il famoso Ufficio di Collocamento molti anni dopo.

Secondo appuntamento.

Ovviamente, chiamare è fuori discussione, quindi vado…

Arrivo alle 10.00, ben prima della chiusura. Una fila di annoiatissimi cittadini dall’aria confusa. Zero sedie libere, ovviamente, e quindi mi siedo sulle scale. Il resto dell’edificio intorno a quella sala è completamente vuoto. Un bel mobile ricco di offerte di lavoro per: Trentino Alto Adige e Piemonte. Aspè, siamo nel centro Italia…cosa c’entrerà? Ah, è la cartella sbagliata, quella delle ”Offerte fuori Regione”. Apro quella delle ”Offerte regionali”. Due offerte a tempo determinato, tirocini, apprendistato. Caspita…

Primo quarto d’ora…la fila non si muove. Intravedo in fondo la tizia con i capelli sparati. Sempre uguale, sta ancora masticando! Inizio a giocare col cellulare…e passa mezzora. Tre donne si stanno candidando come cuoche in una mensa per due mesi, e stanno discorrendo sul fatto che ci sono due posti e più di cento persone. Altra gente se ne va, e finalmente, dopo mezzogiorno arriva il mio turno. Mi serve un’altra signora, discreta e pacifica, mi fa le solite domande: nome, cognome, attività svolta, figli, e motivo del licenziamento. Accanto a me la signora con i capelli sparati sta parlando con una ragazza molto carina, ben vestita e ben truccata che ha appena perso il lavoro. Ridono e scherzano e il dialogo è andato così:

Tipa: Ah, che bello, sono pronta per partire!
Impiegata: evvai!…dove parti?
Tipa: San Francesco!
[ho pensato…minchia, aiò, è una città americana, dai, si pronuncia San Fransisco!]
Impiegata: ah, la festa del patrono!
Tipa: eccerto, come ogni anno…che bello!

Cioè…parlavano di muoversi di 5 km, in effetti, non sia mai che te ne vai all’estero!!!

Divertita e sgomenta, sono andata via, sapendo che probabilmente, non li sentirò nè rivedrò mai più.

JOB CENTRE BOURNEMOUTH – Ufficio di Collocamento inglese.

Una sala enorme, davanti a te la reception. Ti chiedono subito cosa ti serve.

Opzioni:

–          Chiedere contributi per la disoccupazione

–          Parlare di eventuali offerte di lavoro e aiutarti nel candidarti

–          Informarsi sui corsi di formazione

–          Parlare con un esperto di curriculum per costruire il tuo

–          Chiedere contributi per pagare l’affitto

–          Chiedere assegni familiari

–          Molto altro…

Ti danno un foglio con una lista di numeri da chiamare se necessiti di qualsiasi assistenza telefonica, e ti dicono di telefonare a un numero per avere l’appuntamento. Per telefono puoi addirittura chiedere la disoccupazione, oppure informarli che hai trovato lavoro.

Fissato l’appuntamento, ti rechi dieci minuti prima e, nel frattempo che aspetti, ci sono una decina di schermi touch screen nei quali ci sono tutte le ultime offerte di lavoro. Basta schiacciare il tasto ‘’print’’ per stampare quelle che ti interessano, CHE OVVIAMENTE hanno tutti i dati bene in vista: chi sono, chi cercano, quanto pagano.

A sinistra c’è una lunga fila di telefoni dai quali puoi chiamare gratuitamente, se hai bisogno. Ovunque ci sono brochure informative su: diritti dei pensionati, degli studenti, delle donne, contributi di disoccupazione, credito d’imposta, assegni familiari, guida alla scelta della banca, posizioni di volontariato, sussidi per chi perde i genitori, o i coniugi e molto altro.

Quando ti siedi davanti all’impiegato, che ovviamente spacca il minuto, ti verrà offerto un interprete, se vuoi. Ti vengono chiesti tutti i dati e … udite udite! Il curriculum! Loro lo guardano!

Ti dicono tutte le regole da seguire se vuoi la disoccupazione, ti danno un giornale dove ci sono i corsi di formazione che puoi seguire per aiutarti a trovare un lavoro, e ti fissano due appuntamenti: uno con l’esperto per darti aiuto a trovare lavoro e come scegliere i corsi da fare, e un altro appuntamento per tornare dopo una settimana e parlare un po’ della tua ricerca di lavoro.

Te ne vai con una cartella piena di numeri da contattare e con la sicurezza che loro ti aiuteranno a trovare un lavoro, e nel frattempo ti daranno tutta l’assistenza di cui hai bisogno.

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2 thoughts on “Ufficio del Lavoro VERSUS Job Centre

  1. Francesca ha detto:

    Noi purtroppo non siamo abituati, ma questa è semplicemente LA NORMA. Anzi, la norma per i Paesi civili. In Norvegia é uguale. Quando leggo o tocco con mano situazioni come queste mi chiedo regolarmente che aspettano i tanti giovani italiani….

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