Bambini e scuole: istruzioni per l’uso.

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14 novembre 2012 di Espatrio Isterico

 

Quando si parte con bambini è meglio avere alcune nozioni su come ci si può destreggiare tra i servizi per l’infanzia. Per chi vuole lavorare ci sono delle cose davvero importanti che bisogna considerare.

Dai 3 anni in su non ci sono problemi, perché i servizi sono gratuiti, a parte i buoni pasto (circa 60/70 euro al mese) e in alcuni casi la divisa, che comunque ha un prezzo popolare. In caso di reddito basso, tutti i costi sono zero. Per reddito basso si intende meno di 20 mila euro l’anno…forse in alcune zone tale dato può variare, informatevi prima di partire.

È importante sapere che TUTTI i servizi per l’infanzia ricevono ispezioni da parte dell’Ofsted, servizio statale che si occupa di controllare tutto, ma proprio tutto. Dai programmi alle qualifiche degli educatori, dal cibo usato alla zona, gli spazi, e per tutti gli educatori ci sono PRECISI OBBLIGHI FORMATIVI, e soprattutto l’immancabile CRB: ogni anno devono fare un controllo legale. Se hanno avuto qualsiasi problema legale, anche leggero, fuori dalle palle. Espulsione immediata.

Prima dei tre anni ci sono TRE possibilità:

  1. DAY NURSERY: è come l’asilo italiano. Offrono un servizio con orario variabile tra le 7 am e le 7 pm. il costo del servizio cambia da zona a zona, e soprattutto a seconda della valutazione dell’Ofsted. Il prezzo minimo per la giornata è di 50 euro, ma può arrivare anche a 70 euro. A volte va aggiunto il pasto. Il costo medio mensile per un solo figlio è di circa 1300 euro. C’è lo sconto del 10% per il secondo…magra consolazione. Il pagamento è MENSILE ANTICIPATO.
  2. NANNY: la baby sitter che viene a casa tua. Anche le nanny sono registrate e non puoi nemmeno ipotizzare di prenderne una non registrata. Una nanny che viene a casa ti costa circa 10 euro l’ora…7 ore? 70 euro al giorno. Il pagamento è da concordare.
  3. CHILDMINDER: la childminder è una figura a metà tra la daynursery e la nanny. È un’educatrice che ha adattato la sua casa ad asilo, e può ospitare un numero massimo di bambini per volta. Spesso di uniscono e formano dei gruppi, aumentando il numero dei bambini che possono tenere. Costa  molto di meno di un asilo, il prezzo medio giornaliero è di 32/35 euro. La tariffa oraria varia dai 5 ai 7 euro per ogni bambino. Spesso le childminders si occupano di prendere i bambini da scuola e portarli a casa propria. Il pagamento è settimanale.

Il costo medio per famiglia, considerando che ci sono molte famiglie con due e più figli, è davvero notevole.

CONTRIBUTI STATALI:

il sistema inglese è un sistema intelligente. Sono previsti moltissimi rimborsi per moltissimi servizi, ma questi rimborsi producono benessere. Rimborsano gli affitti? Ma muovono i mercati immobiliari agevolando i landlords che sono per la maggior parte inglesi. Rimborsano i buoni pasto? Li pagano alle scuole, migliorando il servizio inglese. Rimborsano i servizi per l’infanzia? I soldi vanno a persone qualificate e incrementano il livello dell’insegnamento e della cura dei futuri cittadini britannici.

Ci sono sostanzialmente due tipi di rimborsi:

CHILD VOUCHERS: sono dei ‘’buoni’’ di rimborso che eroga il datore di lavoro. Sostanzialmente, il datore di lavoro della madre o del padre pagano i servizi infantili, togliendoli dallo stipendio del dipendente. Ovviamente, il datore avrà uno sconto, e andranno meno soldi al servizio infantile, che però avrà sempre bambini e quindi prestigio ect ect. QUESTO E’ UN MODO DI AGEVOLARE IL LAVORO FEMMINILE.

WORKING TAX: l’altro modo è scontare la retta dalle tasse, con un credito d’imposta che però viene pagato MENSILMENTE ai genitori, tramite accredito su conto corrente, direttamente dallo stato. 9 famiglie su 10 prendono il contributo. Lo stato rimborsa fino all’80% del costo dell’asilo! Dipende dal reddito dei familiari e dal numero di figli. Si può accedere ai contributi se si lavora almeno 16 ore settimanali. Il fatto che lo stato rimborsi mensilmente, produce un’agevolazione nel servizio. Anticipi il primo mese, e gli altri andrai a credito.

Tutti i servizi sono capillari: si trovano in ogni punto della città, e sta al genitore decidere dove, come e per quanto tempo. Poi basta una semplice domanda (anche telefonica) per attivare immediatamente i rimborsi. Questi due benefit non sono cumulabili.

ALTRI BENEFIT:

Job Seeker Allowance: disoccupazione locale. Se lavori meno di 16 ore alla settimana puoi prendere il contributo.

Income support: se lavoravi full time e ti hanno tagliato le ore, esiste un contributo che ti supporta.

Child benefit: assegni familiari

Housing Benefit: contributo per pagare l’affitto.

Una famiglia di 5 persone, con 3 figli, in affitto, e con un solo lavoro part time in casa, può arrivare a percepire oltre duemila euro dallo stato.

Ecco spiegato perché qui le cose iniziano ad andare male, e perché il razzismo (anche verso le fasce più deboli) aumenta: ci sono migliaia di persone che chiedono benefit senza contribuire in alcun modo. Anche perché non esiste convenienza nel lavorare, considerando che le persone meno qualificate prenderebbero la metà per sgobbare otto ore. Chi glielo fa fare?

C’è la tendenza a non supportare gli immigrati meno qualificati o con un curriculum scarso: queste persone infatti saranno sicuramente a carico dello stato, motivo per cui il JobCentre si fa un mazzo quadrato per trovarti lavoro.

NOTE SULLA JOB SEEKER ALLOWANCE:

Sembra tutto molto bello?

ATTENZIONE. Se rifiuti un lavoro, sospendono la JSA e la prossima volta che la chiedi NON te la daranno per 13 settimane.

Trovi lavoro ma non comunichi al Jobcentre e continui a percepire il contributo? RISCHI DI NON POTERNE PIU’ USUFRUIRE PER TRE ANNI!

C’è poco da fare i furbi: tutte le entrate e le uscite passano per il famoso National Insurance Number, una sorta di codice univoco, che una volta generato sarà sempre tuo fino alla morte. In questo numero passa tutto: lavoro, disoccupazione, contributi.

Ogni settimana ti devi recare al JobCentre e dimostrare di aver mandato almeno 3 richieste di lavoro, e di aver fatto i colloqui. Molti colloqui si tengono negli uffici del Job centre, che monitora attentamente tutta l’attività della persona. Alla fine il lavoro lo trovi, e in fretta, perché si occupano di tutto: dei tuoi progetti, del tuo curriculum, della tua formazione.

 

PER FINIRE:

c’è molto da imparare da questo sistema. Il fatto stesso che le scelte siano affidate al cittadino, e che venga pesantemente punita la malafede, la dice lunga. Nessuno mette in dubbio le dichiarazioni che fai, perché se menti paghi personalmente. Non devi dimostrare nulla, devi dichiarare, e non troverai mai qualcuno che ti dice: dimostramelo. Però c’è una sola occasione per comportarsi correttamente.

E a me, questa lezione, mi ci vuole proprio.

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3 thoughts on “Bambini e scuole: istruzioni per l’uso.

  1. Stefania Montieri ha detto:

    Ciao. Che conforto trovare questo blog!
    Ma se non si vuole rimanere per più di 12 mesi in Inghilterra, per iscrivere i figli a scuola devi cmnq iscriverti all’AIRE?

  2. lellina04 ha detto:

    ciao, grazie per il post e peril blog.Mi trasferirò in Inghilterra con la famiglia (abbiamo 2 bambine di 1 e 3 anni) ad aprile perchè mio marito inizierà alavorare all’univerrsità di Warwick e il tuo blog mi aiutato a chiarire alcuni dubbi. Ho iscritto mia figlia più grande alla nursary dell’università (x 15 ore settimanali pagate) ma tu scrivi che dai 3 anni i servizi sono gratuiti. Quindi lei potrebbe frequentare una pre-school? Grazie

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