Il giro delle sette banche

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15 novembre 2012 di Espatrio Isterico

Periodo storico: metà ottobre

E dire che in banca ci ho lavorato tanti anni. Eccomi dall’altra parte, perseguitata dalla burocrazia internazionale.

Se sei in un paese straniero dovrai non solo adattarti alle regole del posto, ma anche alle regole per stranieri del posto, che è peggio.

Ci siamo trovati spesso, all’inizio, nel perverso meccanismo del cane che si morde la coda, senza sapere da dove iniziare. Tra l’altro, reperire informazioni in lingua inglese, per quanto potessi masticarne, è stato davvero un incubo.

Siamo partiti armati di:

bancomat collegato al conto di Paolo – maestro

bancomat collegato un altro conto di Paolo – maestro

bancomat collegato al conto di Sara – maestro

prepagata con iban delle banca – mastercard

prepagata con iban paypal. – visa

I soldi divisi in tutte queste carte, se non funziona una funziona l’altra e così via.

Non potete immaginare cosa succedeva quando una carta non funzionava…sembravamo milionari, tirando fuori carte dai portafogli, prova questa, no prova questa, e il pin? Anzi no…dammi la bianca, tieni l’arancione e così via. E quando eri stanco e confondevi i pin? Ne parliamo?

Arriva il momento che decidiamo di aprire il conto qui. Noi eravamo decisi, le banche inglesi un po’ meno!

Solo che Paolo aveva un colloquio di lavoro TROPPO importante, ed era espressamente richiesto il conto corrente inglese, senza altre possibilità. Quindi avevamo SOLO DUE GIORNI a disposizione per aprirlo, perché avevamo appena preso la casa, e se vivi qui puoi aprirlo, sennò ti attacchi.

Per aprire il conto corrente cosa ci vuole?

Documenti, e prova di domicilio. Cioè: dimostrare che tu vivi in Uk, per le leggi anti riciclaggio ect.

PROBLEMA N.1: non abbiamo ancora il contratto, perché abbiamo appena preso la casa. Abbiamo solo un accordo firmato con l’agenzia. Bollette non ce ne sono arrivate, ancora. Incrociamo le dita.

Come se non bastasse, veniamo a sapere che le banche qui acquisiscono un credit scoring…cioè, in pratica, controllano se sei un buon pagatore.

FOTTUTI!!! Ecco, lo sapevo, siamo spacciati. Ora controllano, vedono le ultime rate di mutuo come stanno messe e ci defenestrano!

Allora, senza perdermi d’animo, mi metto alla ricerca di soluzioni. Ecco qui: per stranieri, cattivi pagatori e pignorati, c’è la possibilità di aprire un basic account, cioè un conto dove puoi solo mettere soldi e ritirare, senza carte di credito o fidi.

Benissimo, è quello che fa per noi, basta che ci diano un qualsiasi iban e siamo felici.

Vado a vedere la lista delle banche disponibili e iniziamo la fiera. Lunedì pomeriggio, unica banca che ci dà appuntamento per l’indomani è la NatWest, che offre basic account. Le altre banche ci hanno sbattuto gentilmente fuori appena hanno capito che abitavamo qui da appena una settimana.

MARTEDI’ MATTINA

PRIMA BANCA: Nat West

Ottima accoglienza, ci offrono un terribile caffè espresso lungo sei chilometri, e ci riceve una ragazza indiana carinissima. Ci prende i passaporti ed ecco la fatidica domanda: la prova di domicilio.

Tiriamo fuori l’accordo…

Lei: ah no, questo non va bene, ci serve il contratto.

Scusi, ieri gliel’ho detto al consulente, quando ho preso l’appuntamento…ha detto che andava bene

Eh no, forse il collega non lo sa…

Guardi, senza questo contratto per noi è un problema!

Uh mi dispiace. Vediamo che posso fare. Avete un altro conto qui in UK?

SECONDO LEI???!!!

Ah no, solo in Italia?

Si…

E conoscete qualcuno che possa garantire?

Guardi, l’unico che garantirebbe per due psycho come noi sarebbe il nostro cane e Craxi, che al momento è irraggiungibile.

Ah ok…allora aspettate che chiamo l’altra agenzia e chiedo se loro accettano…

Ma scusi…sempre Natwest?

Si, perché in questo quartiere ci sono state troppe truffe e sono più rigidi, ma in altri quartieri no e sono più flessibili

[incredulità…]

Ehm…no, mi dispiace…non possiamo fare niente. Provate a quella che c’è scendendo…qualcuno vi aiuta, forse.

SGOMENTI, usciamo e scendiamo per una strada che ci porta verso il centro.

SECONDA BANCA: NATIONWIDE.

Mezzora a compilare i nostri dati con una cassiera, per sapere troppo tardi che nessuno poteva riceverci, ci danno appuntamento per l’indomani mattina presto, cosa che avrebbe potuto far saltare il colloquio. Ad ogni modo, prendiamo l’appuntamento e se non troviamo niente, torneremo qua domani

Stanchi, preoccupati, e con i bambini arrabbiatissimi, ci fermiamo alla terza banca.

TERZA BANCA: HALIFAX

Niente da fare: stranieri = conto corrente base.

Conto corrente base= compili questo form (7 pagine) e lo invii per posta. Dopo una settimana le danno il conto!

Ah, che culo. Arrivederci!

QUARTA BANCA: BARCLAYS

Fuori dalla banca c’è la mia foto con su scritto WANTED, ritengo controproducente farmi viva. Potrebbero sequestrarmi in cambio dei mille euro che ancora gli devo, quindi lasciamo stare e andiamo avanti.

QUINTA BANCA (E ULTIMA SPIAGGIA): HSBC

Volevamo piangere, erano le 4 stavano tutti per chiudere. I bambini erano davvero stanchi, e avevano fame. Peggio di così non poteva andare.

Ci accoglie un tizio alto e dinoccolato con in mano un foglio (ti prego, basta con compilare moduli, il prossimo modulo che vedo lo compilo con l’accendino), prende i nominativi e ci fa sedere in un ufficio.

Il tizio dell’ufficio tira fuori un foglio (dimmi di no… ti prego…), prende i nostri dati e ci dice di aspettare. È uno scherzo? Punizione? Penitenza?

Ci porta in un ufficio dove finalmente, FORSE, ci apriranno il conto. MA NON UN CONTO BASE, lì aprono solo conti normali.

Cerco di tirarmi via l’atteggiamento colpevole, e mi siedo composta cercando di fare la figa.

Nomi cognomi date di nascita e documenti. Ho pensato: adesso esce un ghigno sullo schermo, suonano gli allarmi e ci vengono a ritirare i servizi segreti russi per punirci di tutte le malefatte!

Invece non succede niente. Ogni movimento del viso del consulente sudavo freddo.

Invece, sorridente, ci consegna documenti, bancomat, iban e il pass per il conto online.

Dopo un’ora siamo usciti trionfanti dalla banca, ufficialmente detentori di un mezzo di distruzione di massa: il conto corrente e due blocchetti di assegni!

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2 thoughts on “Il giro delle sette banche

  1. Francesca ha detto:

    No Sara….non pensarci neanche… Io non sono reperibile!!! Brucia subito quei blocchetti!!!

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