L’Ufo

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25 novembre 2012 di Espatrio Isterico

Oggi, domenica, mi è toccata la famosa induction.

Non è un’induzione di parto pilotato, graziadddio, ma uno step obbligatorio per legge:

ti fanno perdere qualche ora, gratis, per mostrarti le uscite di sicurezza e illustrarti tutti i rischi del mestiere. L’effetto è lo stesso di quando hai sette denti del giudizio che escono tutti insieme, in varie parti del viso, e leggi il bugiardino della morfina: non te ne può fregare di meno.

Insomma, ero pronta alla solita presa in giro: 15 minuti di incomprensibili delucidazioni, e tre ore di lavoro gratis.

Invece ecco che il mio datore di lavoro mi sorprende: sei ore di VERO training.

Ho scoperto qual’è la mia soglia limite di sopportazione dell’inglese: tre ore. Dopo le tre ore fondo. Inizio a rivolgermi a tutti in italiano, spagnolo, aramaico, olandese, tutto, ma non inglese.

Nelle prime tre ore ci è stata fatta una bella introduzione sul customer service (sorridi sempre ma non in modo falso, sii sempre gentile ma non in modo falso, sii sempre disponibile ma non in modo falso) alla fine siamo state portate a passeggio per i 4 piani del negozio.

E’ stato un delirio. E’ come se portassi tuo figlio in una casa fatta di caramelle, nutella, cioccolati e giochi, e spiegargli il processo di costruzione. Anche qui: non gliene può fregare di meno!

Piano terra: il paradiso del make up. Non potete capire…a parte Lancome, Yves Saint Laurent e tutti i migliori profumi e cosmetici del mondo esposti come nei giornali, c’erano questi super sgabelli con super postazioni per truccarsi. Solo se sei uomo non puoi capire…da svenimento. Menomale non lavoro in quel reparto…dovrebbero giocare all’acchiapparello con me che salto da una postazione all’altra, già mi vedo con la faccia impiastricciata, e le braccia tutte dipinte dei migliori profumatissimi cosmetici! [per gli uomini: posso paragonarlo a un posto dove potete scegliere di essere amati da donne bellissime, ok?]

Piano seminterrato: abbigliamento maschile. Anche qui ero felicemente saltellante da uno stand all’altro per vedere vestiti per mio marito.

E nel frattempo la mia manager parlava e parlava, ma ormai io non potevo fermarmi!

Piano secondo e terzo: due piani interi, pieni pienissimi di alta moda femminile. Panico e tremori. Volevo tutto. TUTTO!

Quarto piano: giocattoli e abiti per bambini. Basta, ipoteco la casa della mia padrona di casa. Mi compro ogni cosa che vedo.

Completamente svanita, rimbecillita dal paradiso del consumo, e dalla felicità di lavorare li, sono stata riportata in aula. Mentalmente scontavo tutto del 25% (sconto per il personale), per capire cosa potevo comprare nei prossimi giorni. (lista della spesa: giocattoli, profumi, trucchi, e un’affettatrice di verdura)

PAUSA PRANZO: con una collega carinissima saliamo in ristorante (vista città da capogiro) ed ecco che faccio il mio incontro ravvicinato del terzo tipo.

Ordino un banale panino, e la tipa mi dà un foglio scarabocchiato e…l’Ufo. Un aggeggio nero, tondo, di forma irregolare, che emette luci rosse a intermittenza. Convinta fosse uno scherzo, o un favore, o qualcosa che era meglio non chiedere, porto il foglio e l’Ufo alla cassa.

Il cassiere mi fa il conto, e mi ridà l’Ufo. Domanda: excuse me…but…what is this??

Risposta: isanjfnvsdnfbosldnbosdb

Io: ehm…I don’t understand, could you repeat please?

Risposta: isanjfnvsdnfbosldnbosdb

Io: Sorry??

Risposta: isanjfnvsdnfbosldnbosdb

Ora va meglio, thank you. Ecco che l’Ufo si mette a vibrare, ma forte! oddio! un oggetto di piacere in ristorante?

ma dove cacchio sono??

Terrorizzata dall’aggeggio e sotto lo sguardo divertito dello staff, riporto veloce l’Ufo alla collega che lo stava aspettando (eheh…).

Il pranzo è proseguito senza altri incredibili apparizioni e siamo tornate giù in aula.

Per fortuna, le mie tre ore si sono azzerate durante la pausa, e siamo tornate in aula.

Riassunto degli insegnamenti:

– siamo tutti una grande famiglia, ma non lasciare in vista il portafoglio

– sii onesto e cortese

– ricordati che anche se hai il 25% di sconto su tutto sei pagata una miseria

– se hai voglia di esperienze alternative, vai al ristorante del quarto piano.

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4 thoughts on “L’Ufo

  1. Francesca ha detto:

    Ma alla fine….che cosa diavolo era????

  2. Rosa ha detto:

    Ecco…. Stavo per fare la stessa domanda!!! 😀

  3. […] quello del post Moral Pessel ? Parliamo dell’ Ufo […]

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