Ondata di sconforto

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2 dicembre 2012 di Espatrio Isterico

L’ondata di sconforto è come il tempo inglese: arriva anche con il cielo sereno.

Non importa il posto, le persone, i soldi. Non conterà più nulla.

Quando si fanno le valige, si ha sempre una lista di cose da portare. Ce ne sono alcune che invece non puoi mettere in lista, ci sono cose che devi semplicemente prepararti ad affrontare senza strumenti, o con i pochi che hai.

Sappi che arriverà ciclicamente il momento di down, che ti sentirai provvisorio, inutile, impossibilitato, ingessato, invalido.

Ti sentirai fuori dalla società, ti mancherà tutto della tua città, tutto. Anche i vicini di casa più odiati. Desidererai di sentire il pettegolezzo di turno, vorrai rivedere gli orribili scarabocchi sui muri, la burocrazia mal funzionante, la fila che non finisce mai. Vorrai i tuoi spaghetti e il caffè di tua madre, le discussioni con i tuoi amici. Vorrai riportare tutto indietro, e guarderai con invidia le foto dei tuoi amici che brindano nel bar locale. Mentre loro guardano con invidia le tue che giri il mondo, pensando che tu ormai te ne freghi.

Non è così, non lo sarà mai. Purtroppo sentiamo di appartenere a un posto ben preciso nel mondo, ed è un sentimento che non cambia in poco tempo.

Quando espatri, ti devi portare dietro il senso ludico dell’azzardo, senza perderlo di vista. Stai di fatto giocando con la vita, con la sorte, stai girando la ruota, e devi accettarne tutte le conseguenze. Giocare significa che puoi anche perdere, ma puoi tentare infinite rivincite. Finchè sei vivo, puoi farlo. Certo, dovresti trovare quella spinta, quello slancio che ti riporta in campo, pronto per combattere ancora e prendere a cazzotti il mondo.

Mettiti in moto con il pensiero positivo, pensa ai motivi per cui sei li, per i quali ti sei mosso e ti sei buttato. Rivivi quei sentimenti di ebbrezza e di felicità e principalmente…accetta che la tristezza, la nostalgia, lo scoraggiamento fanno parte della varietà dei sentimenti umani, non è vietato sentirsi male, non è vietato sentirsi giù. Nessuno ti nega il diritto di voler piangere e di prenderti quei minuti di totale depressione.

Poi però tocca rimetterti in sesto. Respira, stai a galla, aspetta domani. Domani è un altro giorno, che seppellirà questo grigiore.

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3 thoughts on “Ondata di sconforto

  1. Francesca ha detto:

    È proprio così…l’importante è saper capire che,così come oggi è arrivata in un attimo la depressione, domani arriverà un’ondata di ottimismo…così, senza una ragione apparente, senza capire perché è da dove…magari solo perché stai ascoltando la canzone giusta al momento giusto. Un abbraccio, ci manca non essere lì a mangiare una schifosissima pizza inglese con voi!!!

  2. Nicole Pagan ha detto:

    Ciao!!
    Ma quanto e’ vero.. sono in UK da un mesetto e le ondate di sconforto ci sono eccome!!
    E’ un piacere leggerti ma.. scrivi un po’ piu’ spesso!! 🙂 😛
    Nicole

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