Winter Wonderland – Londra

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2 dicembre 2012 di Espatrio Isterico

Per il mio compleanno ho trascinato tutti a Londra. Un’ora e cinquantadue minuti esatti di treno da casa nostra, che sarà mai?

I nostri cuccioli, specialmente Public Enemy ha davvero dato il meglio di sè durante le traversate. Lei odia i mezzi di trasporto, non so se sia per ecologismo o puro spirito di opposizione, in ogni caso, quando si sale su un mezzo che supera i 4 metri, lei impazzisce.

Un’ora e cinquantadue di terrore. E pensare che facendo il biglietto ho espressamente richiesto la Quiet Zone, cioè il vagone per gente che vuole stare tranquilla…passo falso!

Arriviamo a Londra, e ci pieghiamo alla necessità di prendere un taxi, ma lei contro i taxi non ha niente, non superano i 4 metri, e nessuno la scoccia troppo. Dopo essere arrivati in un hotel bellissimo, e aver preso possesso di una suite la cui grandezza è almeno il doppio di casa nostra, abbiamo dato il via a una bella serata tra amici.

L’indomani mattina dovevamo già ripartire, purtroppo, perchè il boss doveva lavorare.

Come al solito, abbiamo deciso di raggiungere a piedi Waterloo Station, 5 chilometri a piedi. Ma ormai siamo una forza della natura, maciniamo chilometri e chilometri tutti i giorni, anche perchè con la figlioletta che ci ritroviamo cerchiamo di evitare più che possiamo qualsiasi mezzo pubblico, se non strettamente necessario.

Toh che camminando incrociamo il Paese dei Balocchi…un parco giochi incredibile proprio dentro Hyde Park!

Non potevamo resistere, e ci siamo fiondati dentro.

Mi sono sempre lamentata del costo delle giostre, sempre!

Quando nella mia città pagavi 10mila lire per 4 giochi, era davvero eccessivo.

WINTER WONDERLAND: Ingresso gratuito.

Decidiamo: non più di tre giochi, eh! Capito Ivan? non chiederne altri!

Ivan ha interiorizzato subito la necessità di scegliere massimo tre giochi, noi no. Noi li volevamo fare tutti!

I giochi funzionavano a ”Tokens”. Gettoni di carta, tipo banconote. 1 Token=1 pound.

Primo gioco: 2 tokens…ah, vedi, non è poi così caro…

Secondo gioco: il cinema 5d. Io vado fuori di testa per i cinema dal 4d in sù, perciò prendo Ivan, lo convinco che DEVE giocare con me, e quindi entriamo. Il costo? 10 tokens!!! (12 euro…)

Terzo gioco: la casa degli orrori. Ivan subito si fionda e io non potevo resistere. Gli faccio il bel discorsetto: amore, ricorda, è tutta finzione. Non aver paura. Se hai paura aggrappati a me. Tranquillo eh! Paghiamo altri 10 euro, ed entriamo. E’ finita che sono uscita urlando terrorizzata, perchè alla fine del giro, Freddy Krueger mi inseguiva. Il problema era che non era un pupazzo, ma un tizio travestito, che ogni volta che mi giravo scattava. Dio che paura. La gente fuori che rideva, Ivan sereno, e io che scappavo.

Ivan mi ha giustamente rammentato che tre giochi erano già fatti ma…ecco che il boss torna bambino all’istante, e insiste per salire su una specie di frullatore, che me l’ha restituito tutto shackerato come una banana, e poi sul Blizzard, una roba da infarto. Dopo avergli proposto un’assicurazione sulla vita con me beneficiaria e pagato altre 10 euro, ecco che il boss si fa questo giro incredibile, una specie di gru da oltre 60 metri, che girava come una girandola. Il boss ha giurato che non avrebbe mai più fatto giochi estremi…

Tocca scegliere l’ultimo gioco, perchè avevamo ancora alcuni tokens…e quindi io e Ivan entriamo in un gioco apparentemente innocente. Questa è stata una delle occasioni della vita nelle quali davvero assaggi il terrore, ma vero. Poteva essere davvero l’Ultimo giro…

Erano simili alle tazze delle giostre, solo che giravano in una piattaforma tonda ad altissima velocità. Il problema c’è stato con Ivan: stava per volare via. Sul serio però. L’ho dovuto stringere, mentre le sue gambe uscivano dalla gabbia, e aspettare che rallentasse la velocità. Il problema non è tanto il gioco, quanto gli operatori, che per far divertire di più le persone imprimevano un’ulteriore forza centrifuga dando una spinta alle tazze. Come al solito, quando intervengono gli uomini, si crea sempre qualche disastro.

Dopo aver capito questa cosa, sono riuscita per un pelo a fare cenno all’ominide di NON spingere la nostra tazza, e ho permesso così al mio piccolo Ivan di non lasciare le penne a Londra, su una giostra, a 5 anni.

Dopo questo gioco, sono voluta fuggire. Non solo perchè era tardi, ma perchè ero davvero davvero scossa dal rischio che avevamo corso, considerando che il gioco non aveva restrizioni di altezza ed età, e che Ivan sarebbe potuto salire da solo…

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