Natale isterico

20 dicembre 2012 di Espatrio Isterico

Io AMO il Natale. Per molti motivi, e tutti abbastanza vergognosi.

Mi piaceva l’odore di castagne della mia cittadina, il fumo che esce dalla bocca senza sigaretta, gli amici che tornavano da fuori con i quali imbastire continui caffè, che poi diventavano aperitivi, e ancora aperitivi, e poi vino rosso, poi cene, e nottate infinite.

Un’altra cosa meravigliosa del Natale è il ricatto. Puoi trasformare tuo figlio, lo rivolti come un calzino a Natale, lo pieghi sistematicamente a tutte le tue richieste: passa l’aspirapolvere, sistema i giochi, stai zitto, vai a letto, alzati subito, lavati da solo ect ect…

Il mio secondo figlietto, Ivanilterribile, ha un carattere abbastanza…diciamo…tenace. Funziona così: a Pasqua lo ricatti con l’uovo di cioccolato, fino all’estate sei fottuta, poi durante il bel tempo lo ricatti con le passeggiate, il mare e i giochi all’aperto. A settembre perchè deve imparare a fare da bravo a scuola, ottobre sei fottuta, novembre…ah…che pacchia. Novembre è il mese del ricatto sfacciato, quello becero, quello basso. Se non fai da bravo…babbo natale non ti porta i regali. Quest’anno non bastava, allora ho attaccato con la questione dei folletti. I FOLLETTI TI GUARDANO! ahahah! e poi vanno da babbo natale eh…guarda li, che è appena passato…RISULTATO: fobia. E’ diventato fobico! vede folletti dappertutto…e allora abbiamo inventato il Codice dei Folletti. I Folletti NON possono entrare in camera dei bambini, NON possono stare in casa per più di 20 minuti, NON spiano quando sei in bagno, NON fanno paura, NON fanno del male, NON fanno dispetti. Dopo la Grande Crisi dei Folletti, siamo riusciti nell’intento di terrorizzarlo….per una settimana.

Allora, ecco un altro trucchetto. Ogni volta che urla (ogni quarto d’ora circa), squilla il mio telefono (Menù – impostazioni – suoneria – scegli suoneria), rispondo in italiano: pronto? ah…ciao Babbo Natale…certo…eh, si, lo so…mi dispiace molto…ah, l’hai sentito? ah non gli vuoi portare i regali? dai dai, che ora fa da bravo…

Lo spirito natalizio inglese si avverte dai primi di dicembre, quando nella piazza centrale ti piazzano un enorme pub all’aperto (tanto non piove mai…) con una gigamegaRenna che racconta le barzellette con accento tedesco. La gente che ride, le bancarelle di Natale (chioschi di legno addobbati, bellissime!), un palcoscenico dove ogni tanto sale qualcuno a cantare, ballare o suonare, un Babbo Natale che ha la faccia di una bambola gonfiabile che sale e scende da un palo, suscitando le continue e impossibili domande dei bambini, un altro che pedala su un cavo elettrico (MA DICO, MA SIETE SCEMI????).

Ovviamente, tutto questo mi ha fatta eclissare per giorni e giorni di depressione. Primo Natale da soli, senza famiglie e cenoni, niente tombola isterica, oddio ma come facciamo con i bambini…seguiti dalla nefasta decisione di non fare l’albero di Natale.

Pochi regali, compriamo giusto quello che vogliono e basta, ok?

…..Poi, la ”Chiamata”. Una conversione pari a un blackout sinaptico di coppia. Improvvisamente, Donna Sara si illumina d’immenso e di imbecillità, ed ecco che inizia il nostro Vero Natale Isterico.

Di punto in bianco, ho iniziato a dare vita alla mia carta bancomat, la quale era abituata a pagare solo generi alimentari. Ora vaga spesso nel portafoglio in preda alla confusione, cercando spiegazioni che non troverà, e piangendo davanti agli scontrini.

Posseduta da un paio di pensieri tramandati quasi sicuramente da mia mamma, ho dato via al ”Natale come si deve”. Potrebbe essere il titolo di un film diretto da mia madre, la quale spesso ha reclamato il DIRITTO dei bambini di avere un Natale ”come si deve”.

Per ” come si deve” si intende che i bambini devono avere una media di 10 regali l’uno, sedici portate a cena, quattro porzioni di pandoro, rutto finale concesso ma mal visto. Devi farli vincere tutta la notte a tombola (due palle), e raccontargli tutte quelle storie di babbo natale che si cala dal camino, dei folletti, della befana, delle renne, delle fate dei boschi, degli alberi, dell’acqua, ect ect ect. In virtù delle mie scarse doti di mediazione e adeguamento all’ambiente, sono anni che cerco di distruggere il mito di babbo natale, ma ho dei figli tenaci da morire, che ci crederanno fino ai quarantanni! In virtù delle mie battaglie contro il consumismo (io….shopper compulsiva senza speranza di guarigione), ho ridotto al minimo i regalini, chiedendo alla famiglia di adeguarsi.

Ma quest’anno, il Natale è un’altra storia. Improvvisamente hanno iniziato a fioccare buste, pacchi e pacchettini. Io che non ho MAI fatto un pacchetto in vita mia, ecco che ho iniziato a darmi da fare con la carta regalo (per carità, gente, per carità…), impacchettando non meno di venti pacchi pieni zeppi di regali per tutti noi.

Ieri ho portato a casa un albero con le luminarie (incluse), pagato 5 euro (grazie Uk!) che ho piazzato in braccio a mio marito: ARRANGIATI. In quel momento, ho capito che qualcosa era cambiata. Lui, anzichè sbuffare e lanciare ”l’ennesimo acquisto senza senso” (altro titolo di film diretto da mio marito…potrebbe scrivere un’enciclopedia degli acquisti senza senso, tra i quali includiamo il pettine, il phon, il detergente intimo, il centrotavola, la marmellata alla fragola, i biscotti, il the. Ossia tutto ciò che a lui non serve/non piace), ha preso l’albero e si è messo a montarlo. A un certo punto, passato lo shock iniziale, è uscito di casa con la scusa di finire la spesa. E’ tornato con le palle (viola…dell’albero, intendo), e gli addobbi. NOOOOOOOOOOOOO! Chi lo conosce saprà che faccia possiamo aver fatto. L’ha addobbato lui, di nascosto, l’ha acceso e ci ha chiamati per guardare l’opera…per intenderci, superato quel limite, potrebbe fare cose pazze, tipo attaccare la lavatrice, piegare la roba asciutta. assistermi mentre faccio shopping e altre cose assurde….!

L’ho capito oggi. Sarà un Natale speciale, diverso, isterico e comunque … bellissimo.

 

 

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