Ciao, Vespa!

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21 dicembre 2012 di Espatrio Isterico

Hai passato mesi a pensare al lavoro che avresti fatto in quell’altra parte del mondo.

Prima di addormentarti, hai immaginato la tua casetta nuova (rigorosamente figa, ma ti prego, dimenticala…)

Hai addirittura organizzato le cose da portarti! (dimezzale…)

Per non perdere tempo, hai pensato a cosa dire ai tuoi cari che restano qui (digliele…)

Siamo pianificatori, calcolatori, gente ossessionata dal controllo. Tutto sotto controllo, tranquillo. Dimentica anche questo.

Quando ti fiondi in un altro paese, sei come la vespa che si spiaccica sul lunotto della macchina quando vai al mare. Uguale. Sei andata controvento (piccola pazzoide), ma pensavi di andare giusto (sindrome del saputello). La notizia positiva è che non sei morta, ma sei profondamente cambiata.

Ci sono molte cose, la maggior parte, che non puoi prevedere. Ma davvero. Sii pronta a cambiare, a vedere cambiare le persone che hai accanto. Cambieranno i rapporti, le relazioni, perfino con i tuoi figli.

Ti racconto di me, e ti sembrerà tutto banale. Per me invece, ogni singola cosa, è importante.

Non sapevo fare gli orli, contavo troppo sull’aiuto degli altri. Piangevo poco, credevo di essere molto brava.

Pensavo di essere umile, invece non avevo capito nulla dell’umiltà. Ero razzista, senza esserne cosciente. Giudicavo gli altri, ma non volevo essere giudicata. Non capivo quanto impegno ci avessero messo le persone straniere che vivevano in Italia per farsi una vita.  Ero troppo severa con i miei figli, specie con la prima. Mancavo troppo spesso di rispetto al prossimo. Troppo facilmente. Ho dato per scontato il lavoro, e gli ho dato troppa importanza.

Pensavo non si potesse vivere in un piccolo appartamento. Pensavo che fare le scale per arrivare a casa tua ledesse i diritti dell’uomo!

Non sapevo rivolgermi con calma e moderazione in caso di problemi e conflitti.

Pensavo di sapere tutto, di capire tutto.

Ho scoperto che…fare l’orlo è una cosa complicata, che prima o poi riuscirò a fare anche io, posso arrangiarmi da sola (ma in due è meglio), sono solo una in 8 miliardi ma la bella notizia è che ho un sacco di gente che può aiutarmi e insegnarmi. Non siamo diversi, siamo tutti uguali, e il diritto di vivere ed essere felice ce l’abbiamo perchè siamo nati. Non c’è bisogno di altre giustificazioni.

Bisogna rivolgersi con calma ed educazione, e perseverare ancora e ancora per avere risultati. Pazienza e determinazione ti portano dove vuoi.

Gli stranieri non parlano bene la tua lingua, ma ne parlano almeno due. Perciò stai zitto e impara, potrebbe servirti.

Se sei colto e laureato, amore, ricordati che quando vivi all’estero prenderai lezioni da gente che non ha studiato, che socialmente non è ai vertici, MA in quel momento sta messo meglio di te. I ruoli si ribaltano facilmente nella vita, per cui fatti un favore: non darti troppe arie! 🙂

Si può vivere in un appartamento piccolissimo ed essere felici. Le scale possono essere fatte anche sei volte al giorno. Che sorpresa…lo so…

Il lavoro ti serve per portare a casa i soldi, e non ha molta importanza cosa fai. Tutto ciò che fai, se non nuoce al prossimo, è il tuo contributo nel mondo. Si può camminare a testa alta a prescindere dalla mansione e dall’inquadramento.

Non è vero che le donne hanno il sesto senso e l’uomo no, anzi, ho capito ancora meglio che l’uomo deve guidare la famiglia, e la donna deve lasciar fare. E’ un istinto primordiale, contro il quale non vale la pena combattere. Quando la donna è donna, e l’uomo è uomo va tutto meglio.

I figli sono come delle piante. Le aiuti a crescere, e le ammiri per la loro grandezza. Quando poi diventano enormi, ti tocca metterle fuori e augurargli buona fortuna, occupandoti di tanto in tanto che tutto vada bene.

C’è chi ai figli lascia due case, un milione di euro e un’azienda da portare avanti…e c’è chi gli lascia gli strumenti per fare da sè.

Vorrei lasciare solo questo. Che si ricordino del nostro amore, dei giochi insieme, delle risate, delle lanterne lanciate nel cielo, delle lingue imparate tutti insieme…

Siamo come vespe. Nasciamo in un punto X, a volte è quello giusto, a volte sembra di no. Non ha importanza…

Take it easy, Vespa!

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