L’Italiano all’estero

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31 dicembre 2012 di Espatrio Isterico

In natura tutto si trasforma, lentamente o meno. L’adattamento all’ambiente degli animali ha fatto sì che molte specie modificassero le loro funzioni biologiche per sopravvivere al nuovo ambiente, ai cambi climatici, o all’arrivo di nuovi predatori.

La giraffa sopravvive agli sbalzi di pressione dovuti all’altezza grazie a un apparato circolatorio complicato ed efficiente. I serpenti hanno modificato nel corso dell’evoluzione le caratteristiche dei denti e la composizione del veleno, per poter sopravvivere ai cambi di ambiente. I granchi hanno creativamente e prontamente trasformato le zampe in chele, per poter cacciare.

C’è una specie che riesce a fare due cose insieme: evolvere e involvere contemporaneamente. Questa rara specie è l’italiano.

L’italiano che si trova all’estero compie due azioni. La prima è l’adattamento all’ambiente, mediante l’attivazione di tutta una serie di comportamenti e meccanismi di salvaguardia; la seconda è l’involuzione, che consiste nell’apportare delle modifiche negative in modo tale da essere più fastidiosi possibile.

L’italiano all’estero, conserva un paio di caratteristiche della sua terra: la tendenza ad aggirare o ignorare le leggi, il mancato pagamento delle tasse, il tentativo di farsi raccomandare dal capo, la tendenza a comportarsi da sciupa femmine, l’abilità nel gioco ”fotti e scappa”.

Acquisisce anche nuove caratteristiche, per resistere all’ambiente: tentativo di allargare la cerchia dei ”fottuti”, utilizzando quelli della sua stessa specie; disimparare l’arte culinaria, servire un succo di frutta come aperitivo analcolico, preparare un caffè di un litro come espresso, aprire un locale pagando le rate con i contributi dei lavoratori, pagare le tasse con gli ”stage” non retribuiti.

L’italiano all’estero sfida le leggi dell’evoluzione grazie a un continuo conflitto tra ciò che potrebbe imparare e ciò che non vuole imparare.

L’italiano all’estero non aiuterà un altro italiano a fare ciò che ha fatto lui. Non ti inviterà un caffè al bar, non avrà tempo per andare a cena con te, non condividerà ciò che conosce con te.

L’italiano all’estero dimentica ciò che la sua terra gli ha insegnato.

Dimentica l’ospitalità, le risate a voce alta in strada, le bevute con gli amici, le telefonate con le amiche, la mano sempre tesa, l’aiuto reciproco, il senso di condivisione, la buona cucina in compagnia, le grandi feste tra amici. Queste cose gli italiani le sanno fare, e le sanno fare bene.

Dimenticherà quanto ci ha messo per arrivare dove è arrivato, e penserà che siccome nessuno lo ha aiutato, allora anche lui non aiuterà.

Viene fottuto dalle prospettive di carriera, dalle nuove amicizie, dall’internazionalismo, dalla lingua diversa, dal ruolo del figo.

Istruzioni per l’uso:

Se un italiano ha un ristorante, non inviategli il vostro cv.

Se lo avete già fatto, e stranamente vi prende subito a lavorare, andate immediatamente a controllare che IL VOSTRO CONTRATTO  e le vostre tasse siano pagate. FATELO SUBITO. Difficilmente lo saranno eh…

Se un italiano ha un bar, non illudetevi di bere un buon caffè ma sopratutto NON chiedetegli un aperitivo con salatini. Se li è dimenticati, insieme a un sacco di roba.

Se un italiano ha una casa da affittare, NON andateci.

Se lo avete già fatto, controllate immediatamente che il contratto sia regolare ma sopratutto CHE LA CASA SIA LA SUA!!! Difficilmente lo sarà eh…

Se vi serve aiuto, avete problemi di qualsiasi tipo: arrangiatevi. O siete davvero amici, o sono io, oppure non vi aiuterà.

Se questo post li fa incazzare: eccolo, è proprio lui.

Se questo post ti fa incazzare: caro italiano all’estero, è esattamente la reazione che provo io quando mi misuro i pantaloni, mi guardo allo specchio e mi incazzo. Non ci puoi fare niente, ciò che vedi qui è il riflesso di ciò che sei, o che sei stato. Tu non puoi farci niente, io si…avvisare i nostri conterranei che tu sei in giro per il mondo, e loro ti devono evitare!

Ciaobbbello!

*****

Un ringraziamento speciale a Lauretta, italiana all’estero, che ha proseguito nell’evoluzione senza involvere. Un ringraziamento di cuore a tutti quegli italiani all’estero che riescono ad aiutare, a supportare, a sopportare il prossimo e i prossimi, e a conservare gelosamente quella passione mediterranea che ci fa essere speciali…ovunque nel mondo.

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One thought on “L’Italiano all’estero

  1. wupuip ha detto:

    Confermo appieno!
    Nel mio peregrinare per andare in UK feci un intervista lavorativa in un grossissimo ospedale Inglese, notai che subito dopo essere selezionato un mio collega italiano che lavorava li aveva visitato il mio profilo; lui secondo me era ignaro del fatto che io potessi vedere chi aveva visitato il mio linkedin…
    Lo contatati e si rivelo un ghiacciolo, non mi chiese quando andavo a vedere la città, non mi disse nessun consiglio, non offri nessun supporto o qualche dritta per il viaggio…
    un ragazzo seppur trentenne che si fa 2000 km in una città dove non conosce nessuno penso si meriterebbe almeno l’invito per un caffè alla macchinetta dopo che ci hanno presentato…
    Lui si è solo preoccupato di sapere se io applicavo per il suo stesso reparto…Sono stato male e alla fine anche contento di non essere stato preso per non rivedere più quello stronzetto!
    Ho giurato che non scriverò più ad italiani e non aiuterò italiani nel caso mi dovessi ritrovare nella situazione inversa…capisco perchè tutti sono diffidenti proprio perchè in fondo siamo dei pexxxi di mxxxa all’estero.

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