Domande…

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2 gennaio 2013 di Espatrio Isterico

Ignoravo del tutto che sarei diventata famosa levandomi dalle palle. Che sorpresa. A sentire le nostre fonti, il nostro blog è letto, discusso, apprezzato, disprezzato, spiato, controllato.

Dopo una accesa discussione di ieri sera con una persona cara, mi sono posta alcune domande, e ho fatto alcune riflessioni.

Vi avviso, sarò di una noia MORTALE, ma scrivo per non dimenticare gli stati d’animo che mi accompagnano in questa avventura. Scrivo perchè tra cinque anni chissà in quale punto di universo sarò, e ho paura di non ricordare cosa ho vissuto e provato.

Perchè la società non accetta che un nucleo familiare decida di andare via?

Perchè cambiare è visto come un trauma, specialmente a carico dei bambini, anche se in realtà questo NON si verifica?

Perchè lasciare un posto di lavoro è visto come una pazzia?

Perchè quando sei bambino NON puoi decidere tu perchè decidono gli adulti, ma quando sei adulto NON puoi decidere tu perchè hai dei bambini?

Perchè non posso scegliere dove vivere e cosa vedere?

Perchè dovrei essere infelice della scelta anzichè spassarmela come faccio?

Perchè dovrei preoccuparmi del futuro dei miei figli PIU’ di quanto mi preoccuperei nel mio paese natale?

Perchè dovrei pensare a cosa sarebbe successo se avessi fatto scelte che non ho fatto?

Perchè dovrei sentirmi limitata dai miei figli, quando loro sono l’espansione della mia vita?

 

Il ruolo del genitore è portare alla vita, nutrire, educare ma il fine ultimo, nonchè il più importante (e divino), è di rendere quel figlio LIBERO. Indipendente. Pronto a volare. E se quel figlio sarà in grado di scegliere autonomamente nella sua vita, tu genitore HAI FATTO TUTTO CIO’ CHE DOVEVI. Non gli devi più nulla, non ti devi più niente. Al massimo fai il nonno, fai il volontario, fai la maglia, cucito, ricamo, ballo, pronto soccorso, studia all’università, viaggia, insomma, goditi la vita con la pace di chi ha fatto tutto ciò che poteva e doveva, e l’hai fatto BENE.

Nasciamo in un punto del mondo a caso, siamo li, cresciamo dove ALTRI ci fanno crescere. Ma quando siamo adulti, possiamo finalmente determinare ciò che sarà il nostro domani. Sennò il bello dell’essere cresciuti, dove è?

Quando ero bambina pensavo che era bello giocare, ma verso i dieci anni non vedevo l’ora di crescere per scegliere e fare tutto ciò che volevo. Sentivo che la bellezza dell’essere grandi era di poter scegliere!

E quando sono cresciuta ho avuto la prima figlia, sempre nella mia città, e sono entrata in banca. Sempre nella mia città. Ed ero incastrata. BLOCCATA. In un ruolo, in un lavoro, in un posto che ALTRI avevano deciso per me.

Adesso ho 30 anni, e ancora ci si sorprende davanti al fatto che ho rovesciato il tavolo delle trattative? E lo rovescio tutte le volte che voglio, perchè questo è ciò che ho da dare ai miei figli. Fargli vedere che le catene sono sottili ma forti, trasparenti e dolorose. Che il posto di lavoro, quando è denominato ”IL” posto, è un cappio che stringi da solo, giorno dopo giorno, pensando che sia L’UNICA scelta che tu puoi compiere. Un pò come le donne che subiscono violenze, e tu ti incazzi e dici: ma scusa, cambia vita! fuggi! vai! Ma loro rispondono: NON POSSO.

Questo è tutto ciò che ho da dare, l’esempio di quanti ”punti a capo” puoi mettere nel corso della vita, e di quanto ci si possa divertire con la vita. E’ una giostra, un parco giochi.

Essere adulti cosa è? pagare le bollette, lavorare in un posto che non ti piace, subire le decisioni dei figli, pregare che tornino la sera sani e salvi, vedere qualche amico di vecchia data, e rimpiangere i tempi passati?

Cosa è essere adulti, senza la magia del gioco, senza la passione, senza la capacità di decidere e di cambiare?

Il matrimonio cosa è? un contratto che hai stipulato con un abito bellissimo? O un progetto di vita senza scadenza, un’isola di libertà, una piazza dove ti incontri e ti riconosci mille volte, una scuola di compromessi comuni, e sopratutto, un’avventura da fare insieme?

Sai cosa? vedo un sacco di gente annoiata. Noiosa magari no, ma annoiata si. Poco entusiasmo. Poca magia. Poca felicità.

E voglio bene anche a queste persone ma, se permetti, non prenderò lezioni di felicità da chi felice non lo è.

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2 thoughts on “Domande…

  1. Tu non hai idea di quanto mi sia utile questo post. Lo stamperò e consegnerò a svariati parenti e “amici” una volta definita la data della partenza…

    GRAZIE! 🙂

    Daniela

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