Snow

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22 gennaio 2013 di Espatrio Isterico

Mamma mia quanto mi piaceva la neve. Pregavo che nevicasse, l’ho fatto per tanti anni.

Dopo aver optato per questa cittadina di mare, ho subito iniziato a pensare che avrei taaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaanto sentito la mancanza delle ondate di freddo polare, della neve, del ghiaccio.

Bene, pare che la vita mi conceda tutto, ma proprio tutto eh!

Stamattina alle 8 avevo preparato i bambini, lavato i piatti, pulito la casa e rifatto i letti.

Entro le 13 avevo già ordinato qualche mobile, una lunga telefonata con una parente, attaccato la lavatrice, bevuto il caffè e fatto colazione.

Alle 14 avevo già cambiato l’intera disposizione del salotto.

Pensavo fosse una giornata perfetta.

Alle 14.30 è iniziata l’ondata di imprevisti idioti. Innanzitutto Jana non voleva uscire da casa della baby sitter. Alle 14.53 avevo perso tre autobus, e quello successivo non è passato.

Alle 15.05 sono saltata su quello giusto ma c’era una donna che ha speso cinque minuti chiedendo informazioni all’autista.

Sono arrivata a prendere Ivan alle 15.25, con dieci minuti di ritardo, fortunatamente accolta dalle maestre sorridenti e comprensive.

Alle 15.45 sono riuscita ad andare a disdire alcuni acquisti e chiedere il rimborso, dando il via a un incubo. Jana ha strappato la capotta antipioggia dal passeggino, rompendola. E’ iniziata una bufera di pioggia e neve, bagnandola completamente. I miei stivali waterproof si devono essere rotti, perchè avevo le scarpe inondate di acqua. Ivan aveva le mani livide. L’autobus per tornare indietro non è passato. Paolo doveva andare a prendere Martina alle 16.20 ma è uscito tardi. Alle 16.25 è riuscito a tornare in stazione, punto di incontro, e partire a prendere Martina.

Sono tornata a casa con il ghiaccio fino al ginocchio, Ivan che piangeva e Jana che, esausta, si è addormentata. Le mie mani non rispondevano più grazie a un crollo verticale della temperatura, rendendomi doloroso usare le chiavi per aprire. Aperto il portone, bisogna manovrare la bimba e portarla su, ma con due viaggi, considerando che c’è il resto della roba da prendere.

Ora sono a casa, riscaldamento puntato sui 25 gradi.

Continua a nevicare, e vi chiedo di non dirmi quanto è bella la neve.

Non oggi, vi prego, non oggi.

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