Inglesizzata!

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1 febbraio 2013 di Espatrio Isterico

Se devo trovare un aspetto negativo del vivere in Inghilterra, è che diventi più delicato ed è più facile sentirsi urtati.

In una nazione dove l’appello scolastico prevede il Good Morning prima di ogni nome, e dove il Please è un obbligo interiorizzato, è facile abituarsi a queste forme di rispetto. All’inizio ti piacciono, e alla fine le pretendi.

Frasi come ”no, non hai capito”, classica in Italia, qui è difficile sentirtelo dire. Non riesco nemmeno a immaginare di dire ”no, you don’t understand” a un inglese. Non riesco nemmeno a immaginare un inglese che me lo dice!

Sono modi di dire oltremodo fastidiosi, se non sei abituato a sentirti dire le cose in modo così indelicato e spersonalizzato.

Ti inglesizzi piano piano, senza accorgertene.

Oggi ero in una caffetteria italiana con un’amica spagnola. Il personale è italiano e spagnolo, ma alcuni sono qui da moltissimo tempo.

A mia insaputa, la mia amica, ha chiesto di pagare tutte le consumazioni perchè era il suo compleanno. Sul tavolo c’era anche un pacco di biscotti del Mulino Bianco, che ho preso da parte, e stavo per andare a pagare.

Il cameriere fa esattamente così:

porta lo scontrino, poi dice “noooo aspetta un attimo!”, controlla minuziosamente, afferra in mano il pacco di biscotti, lo agita alla titolare che era alla cassa, e a voce altissima dice ” ci sono questi da pagare!!!”.

Io ero sbalordita. Grezzo e rozzo da fare paura, gli ho preso i biscotti di mano, spiegandogli che la mia amica stava invitando la colazione NON i biscotti, che erano un extra per me.

Poi sono andata dalla titolare, e con fare piuttosto deciso le ho detto: “Forse sarebbe il caso di spiegare al tuo cameriere, che qui non siamo ne in Italia, nè in Spagna. Agitare un pacco di biscotti e mettersi ad urlare al bar come se io volessi fregarli, è un gesto maleducato e offensivo. Io te lo dico, da cliente, e forse potrei tornare qui a consumare. Sono sicura che un cliente inglese non te lo dice, e non torna mai più. Non è modo di curarsi dei clienti.”

Sempre nella stessa caffetteria, ho potuto constatare quando i titolari pressassero i camerieri, richiamandoli da una parte all’altra, e scocciandosi per la presenza di mia figlia, che, essendo una bambina di un anno e mezzo, trotterellava nel locale, senza fare nessun danno nè dare alcun fastidio.

Ed ecco altre due piccole osservazioni:

  • mai aspettarsi un alto livello di servizio in un cafè italiano (solo in quanto italiano)
  • mai darsi in pasto a datori di lavoro italiani.

 

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