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10 febbraio 2013 di Espatrio Isterico

Ci sono cose che non si possono descrivere, è troppa l’emozione.

Quella piccola sagoma umana è mio figlio, dietro di lui il mare spumeggiante, il vento, il cielo carico. E’ una metafora di ciò che viviamo, noi e il mare, noi e il mondo. Siamo piccoli, importanti, insignificanti.

Questo era quel momento perfetto, nella bassa marea, tra la riva e l’acqua alta, una terra di mezzo.

Eccoci qui, in questa terra di mezzo, tra ciò che conosciamo e l’ignoto, che è bello come il mare violento e ci spaventa allo stesso modo. Siamo qui, semplicemente qui, a fidarci che quelle onde non ci travolgeranno, perchè siamo nel posto giusto. Ma non per sempre, domani quella sabbia ospiterà nuove acque, e troveremo un altro posto, chissà dove e come. Ma ora abbiamo i piedi tutti impiastricciati di sabbia umida e non ce ne frega niente, ce la vogliamo godere la sabbia umida, perchè ci sono tante conchiglie da prendere, e noi cercheremo le più belle, da portare come ricordo di una giornata perfetta. In un momento di Vita, semplicemente perfetto.

Ivan e il mare

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