Siddau eippo echie gou

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14 febbraio 2013 di Espatrio Isterico

No, non sto frequentando il corso di giapponese antico. Sono le prime parole di mia figlia.

Mi sono chiesta tante volte come sarebbe stata questa mia nuova vita, e la variabile ”prime parole incomprensibili” l’avevo quasi vagliata. Dico quasi, solo perchè la mia psicosi non si era spinta fino al punto di voler sapere e programmare tutto.

Questa settimana mi sono trovata di fronte alla frustrazione e al dubbio, su una cosa che avevo sottovalutato.

Jana ha 17 mesi, e passa le giornate con quelli che ormai chiamiamo ”i Tati”, una coppia di Zanzibar, vissuta in Germania, trasferita in Inghilterra. Parlano di tutto, a parte l’italiano. Inglese, swahili, tedesco, portoghese ma italiano proprio NO.
I Tati vanno matti per lei, è simpatica, intelligente e attenta. E soprattutto, ripete ogni parola.

Avantieri le ho chiesto di portarmi un libro, nessuna reazione. “Jana! Il libro, guarda per terra… ” NULLA.

Illuminazione: “Jana, give me that book, please”. Si è girata, ha preso il libro e me l’ha dato. Mi è venuto da piangere… e non di felicità. Sono venuta fin qui avendo in mente un bilinguismo perfetto, e vedo che la mia bambina non mi capisce quando le parlo in italiano, la lingua che parliamo in casa. Ho pensato “non dirmi che devo comunicare con lei in inglese, ti prego… !”. E da donna fiera e sicura quale sono, ho chiamato immediatamente la mia cara amica residente qui, italiana, che lavora nel settore educativo. Dopo circa un’ora di telefonata, ho registrato il concetto nella mia testolina dura: parla italiano, insisti sempre e soprattutto: stai tranquilla!

A parte la frustrazione momentanea, e il non sapere esattamente che pesci pigliare, le prime parole di Jana sono molto divertenti.

Fino a qualche settimana fa pensavo che Jana non sapesse dire di si. Il “si” non l’ha mai pronunciato. Con imperdonabile ritardo, mi sono accorta che dice “Ie”. Yes. Si…   Spesso si vuole in braccio e dice “gouuuuuu”… ho capito dopo molto che vuole dirmi di andare da qualche parte (speriamo non dove stai pensando tu!).

Capita che mi chiede “eippooo”. Per forza urla e sbraita, vorrebbe tanto una mela, se solo questa madre analfabeta la capisse!

La colazione la fa “siddau” (sit down) sulla sedia… Saluta con hello e byebye, dice ”iggon” se qualcuno se ne è andato. Canta up and down in continuazione e tutta un’altra serie di versi il cui significato, per ora, è noto solo a lei…

Oggi mi ha detto “e chie!”, indicando il cielo. The sky.

L’ho preso come un auspicio…

 

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One thought on “Siddau eippo echie gou

  1. emiliano ha detto:

    commovente, sono all’estero e non avevo mai pensato ad un’eventualita’ del genere, conosco coppie in situazioni simili che hanno avuto piccoli problemi all’inizio con i bimbi ma poi tutto si e’ messo a posto da solo, tanti auguri e saluti

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