together forever…

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16 febbraio 2013 di Espatrio Isterico

Aiuto.

Ivan il Terribile ha cinque anni, cinque piccoli grandi anni, nei quali ci ha insegnato a NON dare mai più consigli educativi ai genitori disperati.

Dopo aver avuto Martina, un angelo in terra, una creatura intelligente, acuta, sublime, che a tre anni azzeccava condizionali e congiuntivi, e parlava lo stesso italiano di un laureato in lettere, io e il mio sposo avevamo un ego grande così! ma quanto eravamo stati bravi?! Che genitori fantastici! I figli degli altri si buttavano per terra nei supermarket, mentre Martina li guardava con saggezza e determinazione. I figli degli altri sputavano a tavola, mentre Martina mangiava composta. Niente urla, piatti lanciati, capricci. NULLA. Martina è cresciuta in un soffio, dieci anni andati così, in semplicità, tra feste e cene con amici, e lei che poteva addormentarsi indifferentemente su un letto o un pavimento. Una pacchia.

Ivan ha ben pensato di stravolgere il nostro quieto progetto familiare, portando le nostre meningi a livelli mai immaginati. Siamo diventati i classici genitori con il sorriso svanito, mentre il loro piccolo lancia i barattoli di vetro delle olive ascolane in pieno carrefour. Grazie amore, graaaaaaaaazie per le vecchiette prese a calci ai matrimoni e i bambini picchiati dal passeggino. E’ stato così fino ai tre anni e mezzo, circa, dopodichè è migliorato. Nel senso che ancora la gente si chiede come facciamo, è vero, ma noi lo vediamo migliorato (perchè la voglia di scappare è scesa da 100 a 80, insomma, un 20% buono non è male… )

Questo metro di bambino esplosivo, ha appena iniziato a parlare in inglese. E che inglese! Shut up, stop, silence volano ovunque, in una società dove l’assenza del please fa inorridire anche lo spacciatore di Soho. Saluta la gente così : “Hello, this one!” che sta proprio bene, come dire: ciao, questa qui!

Grazie al taglio di capelli Beatles (grazie amore, ti amerò sempre) e i suoi grandi occhi neri, è diventato il ragazzino più popolare della scuola, che tutte le piccole girls di tutte le classi dal primo al sesto anno, salutano con un mielosissimo “Hello Ivan” e uno sguardo che fa arrossire anche me. E lui dedica a questo stuolo di ragazzine un pallidissimo hello, con mano alzata e dita piegate, un sorriso conquistatore, per poi girarsi e andare via con me. Una roba mai vista.

Oggi mi ha chiesto: mamma, come si dice “io me ne torno in Italia”? E io: scusa, perchè?! RISPOSTA: perchè spesso le bambine mi dicono: Ivan, we’ll stay together forever? E io rispondo: no, together forever no possible, because I torno in Italy!

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