SOLO PER DONNE

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21 febbraio 2013 di Espatrio Isterico

Ho detto solo per donne. Esemplare maschio: chiudi immediatamente questa finestra, non ti interessa!

Cosa manca in tutto il blog? La croce di tutte le donne: i trattamenti estetici.

Mettiamola così: una croce per me, che sparerei a vista chiunque faccia la pedicure. Tutte quelle ciance fatte solo per infilarsi tra le dita dei miei piedi, ma io mi chiedo… PERCHE’? Ho sempre odiato queste pratiche, e le ho evitate a meno che non fosse strettamente necessario, o fin quando le unghie sono rimaste nella loro (circa meno quasi) sede.

(maschio, chiudi, sei ancora in tempo)

E parliamo della ceretta. Dio che male, mi avete rotto, oh voi che non provate dolore… ma che palle, siete sicuramente tra quelle che non soffrono durante il parto, che sembrava “un dolore mestruale”… si, quella specie di super donne alle quali vorrei dare sempre due sberle sonore, sperando che, almeno quelle, le sentano. In simpatia, sempre, e giusto per scherzare. (insomma…)

E ci sono quelle con le mani sempre perfette, ma porca miseria, perchè sono COSI’ perfette, ma è perchè usano i guanti quando lavano i piatti? o hanno optato per stoviglie di plastica a vita?… e le altre che ti guardano le sopracciglia, con quegli odiosi peluzzi che spuntano decisamente sotto la linea ufficiale, ed esattamente in mezzo tra l’occhio e il sopracciglio. Ma perchè? E spuntano veloci eh, oggi non si vedono, ma se domani devi incontrare il tuo manager saranno fuori di mezzo centimetro.

(Maschio… chiudi… )

Diciamocelo, puoi anche evitare le mani e i piedi, ma la ceretta, se sei sposata o miri ad avere un partner (anche solo “istantaneo”, come il caffè, lo sciogli in un bicchiere d’acqua e poi lo digerisci), te la dovrai fare. Obbligatorio. Il rasoio ti lascia i cespugli solitari qui e li, e tutti gli altri cespugli fratelli sorgeranno presto, dolorosi come spilli. Il rasoio va bene alle donne che vogliono fare lo scrub al marito, tutte le sere. O a quelle che fanno dormire il marito sul divano. Se poi sei proprio una polla, compri quelli rosa, i rasoi per donna. Che se ti fai l’inguine una volta, dopo un paio di giorni puoi scartavetrare la porta della cantina, con la scusa della lap dance alternativa. Se sei più evoluta, compri la crema. Una puzza micidiale, e peli ovunque, appiccicati nella doccia, che sembra che hai fatto il bagno al tuo cane. Per le vere contorsioniste, invece, ci sono le strisce. Provate anche quelle, ovviamente. Ma come diavolo fate?! Ma nel frattempo meditate? Ho praticamente girato tutta la mia camera da letto, mettendo i miei arti ovunque, a parte lo stipite della porta. Seduta, una gamba sul letto, una sul comò. No. Allora… una sulla scrivania, l’altra sulla sedia… no, ok! Per terra, una sul letto, l’altra sul termosifone. Gambe all’aria, cercando la luce, ovviamente. O hai un marito che si presta a puntarti una torcia (impossibile, o c’è la Juve o deve uccidere il nemico in Final Fantasy) oppure presto rinuncerai.

Prima di partire sono andata dalla mia estetista di fiducia, e come una piccola crista, ho fatto l’Ultima Ceretta. Io sono una talebana della ceretta. I peli su di me li vedo proprio male, li porto con scarsa convinzione. Li trovo minacciosi, quando mi spoglio e rivesto, li maledico tutti i giorni, con tutte le mie forze. Viva la ceretta integrale, facciamo sparire ogni pelo a parte sopracciglia e capelli! Arrivata qui, però, ecco che come ormai sapete bene, mi sono sentita persa e spaesata, e ho cercato rimedi alternativi. Alla fine mi sono piegata alla crema depilatoria, che con tutte quelle innominabili sostanze danneggia la pelle come poche cose al mondo. Che schifezza, che levi tutti quei peli con la spatola… mi sentivo pericolosamente simile al gorilla di De Andrè, e simpatica uguale. Stavo girando intorno al problema Pelo (uomini e donne hanno gli stessi problemi ma con punti di vista diversi!) giusto per non affrontare la ricerca della mitologica figura dell’

E S T E T I S T A.

Piccolo problema: ceretta si dice WAX. Ed esattamente come la scena al supermercato, ce ne sono mille. Centri Thailandesi, inglesi, misti. Tutte le estetiste puntano su come ti depilano la patata, è il loro cavallo di battaglia. Trovi anche le foto appese fuori. E chi te la fa alla brasiliana, chi te la fa alla thailandese, chi te la fa sfumata, a forma di Ipad, con le cuffie, baffi alla sparviera, in stile metropolitano, non sapevo cosa scegliere. Alla fine, grazie alle mie sempre più confuse sfumature animali, ho deciso di buttarmi.

Coincidenza, mio marito doveva comprare “Animal Farm”, il libro di Orwell. Grazie ai miei superpoteri, l’ho ricollegato a un messaggio subliminale, e gli ho detto: amore, cerchiamo un centro estetico per la potatura di mezza stagione, ok?

Sono entrata in un posto che apparentemente si occupava solo di unghie, ma da lontano e in mezzo a molte scritte, ho letto la mia parolina magica: WAX. BASTA, comunque tu mi voglia ridurre, io verrò da te.

Avvolte da una nube di sostanze tossiche emesse dagli smalti, c’erano una fila di tavolini, con tante donne orientali nel pieno del lavoro. Sembrava uno di quei documentari sullo sfruttamento delle donne nelle fabbriche di jeans in Cina. Oh mio Dio. Ma il desiderio di liberarmi dei Cosi era talmente forte, che sono saltata al dunque. Una donna ha alzato la testa dagli artigli di una donna gatta, che mi guardava in cagnesco (aiuto) e ha fatto tutto in due minuti.

Io: vorrei un appuntamento per la ceretta.

Lei: quando?

Io: quando avete spazio?

Lei: sempre. La vuole ora? stasera? Domani?

Io (stasera… minchia, sono le 6!): domani pomeriggio, va bene?

Lei: si, quando?

Io: 5?

Lei (trattando il sesto artiglio): certo, nome?

Io: Sara

Lei: va bene, a domani!

NIENTE AGENDA. Nulla. Ho pensato ci fossero decine di donne nelle gabbie sotterranee, pronte a depilarmi e subito dopo a espiantarmi.

Oggi mi sono presentata con mia figlia (organi doppi), e ci hanno fatto scendere nel famoso sotterraneo. Parquet, luci soffuse, ambiente caldo e accogliente.

Mi sono accomodata nel lettino, pregando l’olimpo e l’intero impero di santi cristiano, che mi aiutassero a superare lo shock.

L’estetista era una ragazza vietnamita dall’inglese incomprensibile. Non pronuncia le R, le T e le S. Un problemaccio, ma per fortuna non parlava troppissimo. Non mi ha nemmeno rotto le palle per la cellulite parlante (la mia parla, la tua?!) e mi ha fatto la ceretta più indolore della mia vita. Uno spasso. Mi sono sentita come quelle famose donne di prima, che non gli fa male nulla. Ecco. Una mano fantastica, ceretta lievementa tiepida, strappo deciso. Niente problemi, fa tutto lei, sposta gli slip e maneggia il tuo corpo con molta eleganza e senza troppi scrupoli. Sopracciglia? Incredibile, due strappi di cera e ce le ho ad ala di gabbiano (prima erano a lisca di scrofano).

Una meraviglia durata fino alla cassa. Il conto: 53 pound… SESSANTUNO EURO! Il doppio del mio centro estetico cittadino.

E vabbè. Dopo la parrucchiera polacca che parla di politica anzichè raccontarti le avventure sessuali del vicino con la cugina dell’amica, o parlare scandalizzata della faccenda Belen, o chiederti se tua sorella sta ancora con quel tipo e perchè si sono lasciati, viva la ceretta vietnamita!

Alla fine le ho detto: sei davvero brava, ma la prossima vita voglio rinascere uomo. NO PAIN, NO BRAIN!

(Maschio: ti avevo avvertito)

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