Una vita sognata

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17 maggio 2013 di Espatrio Isterico

C’è chi sogna di essere ricco, chi di trovare il vero amore, quello delle fiabe.

C’è chi sogna una famiglia felice, o una casa in campagna.

Io non so più cosa sogno. A volte vorrei avere dei sogni definiti.

Sono in treno, diretta verso Londra per lavoro. Davanti a me c’è un uomo tirato a lucido, con un portatile ultimo grido e tanti appunti. Avrà una conferenza di lavoro, forse, e sta studiando le cose migliori da dire. Qui accanto c’è una ragazza piena di piercing, con gli auricolari e lo sguardo sognante. Sarà una studentessa, a giudicare dai libri che tiene in mano.

Ho letto “Wimbledon”, e mi è venuto in mente solo ora che sto vivendo la vita che ho sognato tempo fa.

Il mio sogno personale è il sogno in sè.

Un po’ come quando non vedi l’ora di andare a Parigi o ai Caraibi, poi ci arrivi, ti piace, certo che ti piace, ma è tutto lì! e ti dici… è tutto qui?

Un po’ come quando fai l’amore, vorresti non finisse mai, ed è bella quella sensazione, quel desiderio, ancora più della realizzazione in sè.

Come quel libro di settecento pagine, che arrivata a metà pensavo: no dai, non voglio che finisca… e quando è finito ho pensato che non avrei mai più trovato un libro così bello. Come quella canzone che ascolto e riascolto, convinta che non ce ne saranno altre che mi daranno quel carico di emozione. E’ tutto qui?

Pensandoci bene, questo sogno realizzato è stato come rinascere, come essere di nuovo partorita. Doloroso per me, che volevo uscire fuori, doloroso per chi mi ha sentita scivolare fuori e andare via, veloce verso l’ignoto.

Queste voci, questi accenti, le insegne colorate, le case di mattoni. I curriculum, i colloqui, le sfide. La birra al sole con le olive e la sigaretta, a parlare in spagnolo di me, di lei, di tutto. Un salotto vuoto, la cena sulla valigia. L’umido, il mal di schiena. Il mare grigio, quello azzurro, i pomeriggi sul molo a pensare. I piedi sulla sabbia, la neve in spiaggia. I pub, la gente travestita per le strade. I chioschi, i parchi, i bambini sui monopattini. Gli amici lontani, dei quali perdi tanto, una vita che continua come un’auto in corsa. E piano piano, inizi a muovere nuovi passi in un mondo di cui ignoravi l’esistenza. Ti escono parole nuove, che non sapevi di conoscere. Affronti discorsi sempre più complessi, e ti senti di nuovo in grado di fare tutto, ma sei già di più di ciò che eri, sei molto di più.

Non c’è un arrivo, non ho più destinazione. Ho solo voglia di navigare, di perdermi, di rincorrere sogni per non realizzarli mai, e tenere viva la sensazione di questa mia meravigliosa vita sognata.

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2 thoughts on “Una vita sognata

  1. Moky Sempre Mamma ha detto:

    Poter realizzare un sogno così importante non è poco davvero…..Sembra quasi impossibile avercela fatta…I sogni si realizzano e al risveglio si è felici

  2. Letizia Coco ha detto:

    Bellisime parole toccano il cuore e alimentano il sogno di ciascuno…..grazie

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