Il Mystery Shopper…

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12 giugno 2013 di Espatrio Isterico

La mia avventura lavorativa nel grande fratello della moneta continua sereno, dopo alti e bassi con picchi negativi importanti.

Ho affrontato il lavoro con la stessa stabilità del meteo inglese: quattro stagioni in otto ore. Voglio fare questo lavoro, voglio licenziarmi, cerco altro, ora li mollo, con un contorno di pensieri estremamente positivi o estremamente negativi, a volte entrambi contemporaneamente. Ho causato molta confusione nel mio compagno di vita, che ha rinunciato a capirmi, e iniziato semplicemente ad aspettare pazientemente che le fasi si alternassero, come un agricoltore davanti a un temporale estivo.

Alla fine sono stata domata dal sistema inglese. In pieno stile british, gentile e pacata, faccio esattamente ciò che l’azienda richiede, passaggio dopo passaggio, giorno dopo giorno, con il plauso generale di colleghi e superiori.

Il mio rapporto conflittuale con le quattro telecamere e il cobra recorder vocale è diventato ottimale: li ignoro, come i capricci di mio figlio. So che li fa, ma vado oltre.

C’era solo un grosso e minaccioso iceberg all’orizzonte: la mitologica figura del Mystery Shopper.

Perchè nel caso non bastasse trattenere il mio passaporto da quasi due mesi, registrarmi, farmi i test attitudinali, le valutazioni dei superiori, NEL CASO questo non bastasse, c’è anche il Mystery Shoppers, ossia un tizio/tizia che lavora per l’azienda, e fa finta di essere un cliente. Obbiettivo: verificare che il lavoratore segua le direttive aziendali, che il livello di customer service sia ottimo.

100 punti, suddivisi in sezioni, che includono cose tipo:

il collega – indossa bene la divisa? – è pulito e ordinato? – ti saluta quando sei in fila? – cerca di venderti anche l’acqua del mare/la maglietta che hai addosso/il cellulare che stai usando? – parla in modo chiaro e professionale? – ti dice quanto la nostra azienda sia FIGHISSIMA?

E così via.

Si, l’ho temuto a morte. E ovviamente, è arrivato.

Stamattina la mia manager mi ha detto la temutissima frase: you’ve been mystery shopped!

OH MYYY GOOOOOOODNESS! Ma io sono straniera, piccula brutta e nera, sono nuova di zecca, non sono brava abbastanza, parlo aramaico antico, ma perchè, anzi PECCCCHEEEEE?

La media del primo mystery shopper si assesta attorno ai 20/25 su 100, è stato così anche per i colleghi migliori.

Il report della spia maledetta è fatto per essere condiviso, quindi ho avuto il piacere di leggerlo…

Non indossavo il badge, per cui ha descritto una cassiera ben pettinata e ben presentata (grazie darling!).

Ho preso 89/100 (standing ovation!), io sono felice, i manager pure, e tutto va bene.

Alla fine, ho capito oggi, tutto quel training devastante è servito a rendermi una brava formichina, sicura di se stessa, che si comporta da brava ragazza per almeno 8 ore al giorno.

UN PAIO DI NOTE SUL REPORT DELLA SPIA:

Nessun accenno al mio inglese, nessun accenno al mio accento.

Descrizione accurata di ogni mia parola e mio comportamento.

Anche se sono straniera piccola e brutta e nera, ho fatto la mia brillante figura…

Quindi, scusatemi, ora mi merito un buon vino, alla salute del mio mystery shopper, che mi ha donato momenti di gloria.

 

 

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