Sii poliglotta, non polidiota !

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13 ottobre 2013 di Espatrio Isterico

Magari é uno sfogo, magari sono stanca, magari é solo la mia opinione, magari ho ragione, magari ho anche detto il contrario in passato.

Non mi interessa.

Peró ve lo devo dire. NON TRASFERITEVI QUI SE NON CONOSCETE LA LINGUA INGLESE.

C’é solo un’eccezione: se hai davvero un casino di soldi per finanziarti duemilatrecento ore di formazione dura. Allora, guarda, vai dove ti pare.

Ci sono delle ragioni, ovviamente, che forse le persone non valutano. Prima di partire immagini che tanto pulirai, farai il manovale, o il lavapiatti, o il cameriere (e poi impari l’inglese piano piano ect). Ok, va bene, puó essere, PERO’, qualche cosa basilare la dovrai pur valutare:

1) devi trovare la casa. E non basta google traduttore, perché molti agenti/proprietari, non si fidano molto a firmare un contratto che l’altra parte non capisce. Patti chiari amicizia lunga vale anche qui.

2) sei facilmente (ma molto) pigliabile per il naso. E anche per il culo. Ovunque, negli uffici, nei lavori, per le case.

3) anche se qui ci sono in benefit che ti assistono nel caso tu sia proprio il solito genio che espatria senza la lingua e senza soldi, ma tutti i claim sono in inglese. E MOLTI li devi fare per telefono. E se te li rifiutano, come cavolo fai ad opporti? e succede! succedeeeeeeeeee!

4) come te ce ne sono migliaia ormai. Ma tanti, ma tantissimi. Non gliene frega quasi piú niente del CV che hai, vogliono persone che capiscano e siano comprensibili. Il malumore degli ultimi anni, nei confronti degli stranieri, sta aumentando sensibilmente. Molte persone non hanno il piacere di ripetere e ripetere e ripetere la stessa cosa molte volte affinché tu la capisca. E neanche tu lo fai in Italia, al 90%…

Supponiamo che tu sia un idraulico, un elettricista, un muratore con grande esperienza. Per accedere a qualunque mestiere manuale, devi passare un test di SIcurezza sul Lavoro, sul quale gli inglesi sono intransigenti e irremovibili. E’ questione di vita o di morte, spesso, perció lo devi capire perfettamente. Senza quello, NON puoi esercitare, NON puoi nemmeno lavorare in fabbrica. Le cose stanno cambiando perció deve cambiare qualcosa anche nel nostro modo di approcciare un paese straniero.

La comunicazione é tutto, tutto passa attraverso l’espressione.

Ma se nonostante tutto, proprio ti vuoi trapiantare in un paese sperando che qualcuno inventi i sottotitoli sulla fronte, fammi questo GRANDE GIGANTESCO FAVORE:

non rompere le balle a me!

🙂

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9 thoughts on “Sii poliglotta, non polidiota !

  1. Drusilla Galelli ha detto:

    Hai troppo ragione!
    Comunque mi hai fatto ridere un sacco

  2. Stefania Mattana ha detto:

    Sono arrivata qui tramite una lettrice che abbiamo in comune, proprio perché oggi mi sono sfogata anche io per le stessa cosa: se vivi all’estero, la gente ti considera automaticamente uno sportello assistenza.

    E mi sta anche bene, fino a quando la persona non chiede informazioni utili, ma le pretende.
    E oggi mi è scappato il vaffanculo in diretta, però certe persone se le tirano addosso eh!

    Support incondizionato!

  3. daniela daniela ha detto:

    i cinesi sono molto solidali tra loro anche se nn si conosco quando espatriano si aiutano
    l’italiano quando espatria nn vuole rotture ..come dici tu nn vuole rotture di palle

    immagino che tu quando senza soldi sei partita avevi una conoscenza fluente dell’inglese

    cmq noi che siamo in difficoltà le proviamo tt anche senza sapere la lingua pperchè l altra alternativa al chiedere aiuto e sottolineo chiedere è suicidarsi
    ma nn mi sembra il caso meglio combattere e imparare piano piano la lingua

    io ti leggo spesso ….e spesso ho trovato una speranza in questo tuo espatrio
    ci provo mi sono detta nn mi fermo oggi no leggendo quanto sopra ci sono rimasta male

    cmq terrò a mente di nn chiedere

    • Fabrizio Bonucci ha detto:

      più che altro ho notato che l’italiano in genere quando espatria fa di tutto epr scoraggiare gl ialtri, anche se alla fine di possibilità ci sono anche per chi non sa l’ingelse. mah

      • gliespatriati ha detto:

        Ciao Fabrizio.
        Come sottolineo sempre: tutto ciò che scrivo è un’opinione personale.
        Ho avuto difficoltà parlando la lingua, figurati se non avessi saputo una parola.

        Partono in molti senza conoscere l’inglese. Alcuni ce la fanno, altri tornano indietro.

        Io non dico “non espatriare”. Io dico “non espatriare con il culo degli altri” che significa: se espatri non chiedermi di ospitarti, non pretendere che venga con te ovunque per tradurre.
        Ma sai perché? Perché lavoro 40 ore a settimana.
        Molti italiani all’estero si rifiutano di aiutare, è vero. Non mi piace e non sono d’accordo.
        Però è anche vero che io ti do la mano che posso, tutti consigli che posso, in questo blog c’è molto materiale che può servire.
        Oltre questo, non posso dare.
        Mi sono stati chiesti soldi, tempo, traduzioni su base QUOTIDIANA.
        Ecco perché dico: vai dove ti pare, e in bocca al lupo, ma fallo con le tue forze…
        Detto questo, qualunque cosa tu stia facendo o voglia fare, in bocca al lupo!!

    • gliespatriati ha detto:

      Cara Daniela
      È solo la mia opinione, e spero di sbagliarmi.
      Le implicazioni di non conoscere la lingua sono tante, tantissime e quotidiane.
      Se poi oltre che non conoscere la lingua arrivi senza disponibilità economica, credimi, è dura. Molto.
      Ognuno si fa le ossa come vuole, però, e sicuramente espatriare è un ottimo modo.

      Ciò che non posso e non voglio più fare, però, è correre tra un ufficio e un altro, sbrigando documenti e traduzioni, oltre a lavorare tutto il giorno, oltre ad avere i miei figli e la mia vita.
      Se vuoi venire in Inghilterra c’è spazio x tutti.
      Se vieni qui o ovunque pretendendo che ci c’è già spenda TUTTO il suo temp libero a sistemarti i problemi… Scusa ma no. Non funziona così.

      In bocca al lupo, non mollare. C’è sempre una soluzione, la volontà può tutto!!!

      • daniela daniela ha detto:

        sai Sara io parlo di consigliare e dare una mano ( nn è previsto chiedere soldi neanche mi passa per l anticamere del cervello ) sono la prima a nn chiedere per nn disturbare e accetto volentieri di aiutare.
        la sottile differenza ,secondo la mia abitudine ed educazione , è chiedere nn predentere

        per questo sono rimasta male a leggere ,certo l educazione nn è una dote di tt ,ma io ragiono da persona che ha rispetto ed educazione.

        cmq nn mollo ,crepi il lupo e creperà di sicuro e mi terrò lontana da italiani espatriati

  4. Monica Mori ha detto:

    Senza entrare nella polemica ‘espatriati buoni/espatriati cattivi’ voglio solo confermare quello che dice Sara riguardo la lingua. Io sono arrivata che ero, teoricamente, ‘fluent’ ma ho avuto difficoltà e momenti di sconforto. Ma tipo che atterrata a Gatwick non capivo l’impiegato del controllo passaporti e ho pensato ‘Ahia, mi sa che ho fatto una gran cazzata…’. Sono cosciente che c’è chi espatria perché davvero in Italia è alla canna del gas ma per quella che è stata la mia esperienza anche io sconsiglio di partire a chi non ha almeno un inglese di base. Si dice sempre ‘lo imparerò strada facendo…’ ma non è poi così scontato riuscirci. Infatti non è facilissimo avere rapporti coi britannici e quando si lavora capita che materialmente non si abbia tempo di ‘studiare’. In bocca al lupo a tutti!!

  5. Annalisa Casati ha detto:

    beh io l’inglese di base ce l’ho , anche se non parlandolo mai manco clamorosamente di vocaboli, il rpboema è “capire” chi hai di fronte! La comprensione del parlato per me è una mazzata sui denti, ma sono alla canna del gas e non ho soldi..aggiungiamo un amore sfrenato per l’Inghilterra( irlanda in particolare9 e da qui il desiderio, sempre più forte , di espatriare..certo sapere che l’italiano è solo mentre le altre comunità si stringono attorno ai connazionali espatriati, fa malissimo e fa paura. Credo tu abbia ragione a dire che uno non dovrebbe venire fagocitato da chi arriva fresco fresco, ma credo anche che come han fatto tutte le altre comunità espatriate,ci si debba roganizzare con sportelli di volontari e non che aiutino le persone che iniziano,altrimenti siamo proprio la feccia dell’Europa e io mi vergogno di essere italiana!

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