Queste cose in Inghilterra non succedono

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28 gennaio 2014 di Espatrio Isterico

Vivo in un posto dove la tessera dell’autobus mi é stata rispedita a casa. Dove mi hanno restituito soldi persi (e io ho fatto lo stesso). Dove se ti devono dare dei soldi, PRIMA arriva il bonifico, e dopo che ti sei grattato la testa qualche decina di volte, arriva la lettera che ti spiega da dove arrivano i soldi.

Vivo nel paese del per favore a tutti i costi, della gentilezza, dei modi fini e attenti, della delicatezza. Dove alzare la voce NON é proibito, ma arriva la security non appena lo fai. Dove autodichiari il cavolo che vuoi, ma se sei disonesto ti fanno un culo cosí. Dove puoi cambiare nome in due giorni e senza spiegazioni, a patto che non lo fai per secondi fini (sorriso beffardo…).

MA DAVVERO DAVVERO DAVVERO?

Come ogni notte ricca di sogni, a volte ti capita di vivere qualche incubo. Ed ecco cosa mi é capitato a Natale, durante una normale giornata di lavoro.

Stavo lavorando nell’ufficio cambi situato in un centro commerciale. Le palle giravano a elica, essendo il 24 di dicembre. Avevo la famiglia a casa che preparava il cenone, e io non c’ero. I bambini a casa che aspettavano babbo natale, e io non c’ero. Come se non bastasse, l’allegro manager del centro ha ben pensato di organizzare un delizioso concerto di Natale. 34 violini, suonati impropriamente da 34 persone alte circa un metro, la cui etá poteva oscillare tra i 4 e i 9 anni. Tre ore, dico TRE ore di violenza psicologica su persona lavoratrice inerme. Sarei voluta uscire con la cassaforte sulle spalle e lanciargliela in mezzo, prenderli a colpi di fionda e banconote, un boiler di acqua bollente… insomma, qualcosa di doloroso, ecco.

Il concerto finisce, e si forma la coda al mio ufficio (oh, thank you!).

Una cliente regolare dell’ufficio mi fa cenno che torna dopo… io continuo a seguire gli altri clienti, e dopo circa un’ora, lei torna in panico. Ha perso la busta con gli euro da cambiare, presi da noi. Tre banconote da 50, cinque da 20, due da 10.

La guardo… dimmi di no. Oh no, dimmi che non é vero.

Una ventina di minuti prima ho cambiato esattamente la stessa somma a una persona che conosco bene. Molto bene. Una persona affidabile, una persona rispettabile. Una persona con una divisa gialla e una scritta nera: SECURITY. Era abbastanza nervoso, lui, cercava di fare in fretta e mi ha anche detto: se scappo via, prepara i soldi e li ritiro dopo. Mi fido di te, ha aggiunto.

… pensavo… dimmi che non é cosí. E’ una stupida coincidenza vero? VERO?

Quindi che fai quando una cliente perde i soldi in un centro commerciale in Inghilterra? Chiami la security. Il ragazzo della security (un altro, non quello che ha cambiato) arriva veloce. Gli spiego che é successo: la cliente ha perso una busta qui davanti. So che le telecamere possono risalire a chi ha preso la busta, potresti occupartene tu?

PRIMA REAZIONE: questo ragazzo chiama il collega che ha cambiato i soldi, spiegandogli QUANTI euro ha perso la signora (che differenza fará?!), dove, e sopratutto come NON SIA possibile guardare le telecamere…

SECONDA REAZIONE: pietosa e disgustosa descrizione di come le telecamere PROPRIO IN QUEL TRATTO non funzionino.

Mi stavo sentendo male. Mentre lei parlava con lui, io ho scritto la parola ”Manager” su un foglio, indicandole di chiedere alla guardia di parlare con il manager.

Speravo infatti che i due bastardi fossero d’accordo, e il manager potesse risolvere tutto.

Mi sbagliavo.

Il manager mi ha subito dimostrato l’opposto, rivolgendosi in modo brusco e noncurante alla cliente, spiegandole che: Le telecamere sono per scopi privati, NON pubblici.

Erano tre uomini grandi, possenti, grossi, contro una minuta ragazza thailandese. Il loro fare era intimidatorio e rassegnato… dicevano cose tipo: dimentica i soldi, questo é un quartiere pieno di malfamati.

Avevo la nausea, mi sentivo impotente e disgustata da questo abuso, da questa schifezza, da questa mafia. Avevo voglia di urlare: I criminali siete voi! armati di licenza per proteggere, con la vostra scritta Security, i bastardi siete voi!

Mi sono sentita complice, inerme, impotente.

Ho richiamato la cliente e l’ho implorata di andare alla polizia, essendo gli unici che possono guardare i video. Ma lei si é fatta convincere nonostante tutto, dalla rassicurante e onesta scritta ”Security”.

Ho passato settimane di paura. In che mani sono? Se avessi denunciato io, quei tre armadi avrebbero perso la possibilitá di fare QUALSIASI lavoro nel loro ambito, che é anche l’unica cosa che sanno fare. In sostanza, potevano perdere tutto, famiglia inclusa. Mi sono resa conto che non volevo trovarmi contro tre agenti di sicurezza in rovina. No. E sopratutto, non per difendere una persona che ha scelto di fidarsi, e di non dare retta a una stupida e agitata cassiera…

Mi sento gelata, ancora adesso, quando ci penso.

Mi vengono in mente le parole di un mio amico della security che lavorava li e si é licenziato due mesi fa. Mi ha detto: vado via, mi licenzio, qui sto male. Non é piú una famiglia… é una mafia. A proposito, anche se sembra stupido, chiudi sempre bene il tuo ufficio, non si sa mai…

Queste cose, peró, in Inghilterra, non succedono…

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