Tornare alle origini in ordine sparso

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4 marzo 2014 di Espatrio Isterico

 

Ieri é stato il mio primo giorno di lavoro in banca.

Detta cosí sembra lineare, ma ovviamente NON PUO’ ESSERLO.

Ma andiamo con ordine.

A periodi alterni non sopportavo piú l’ufficio cambi. Quando ho iniziato a essere abbastanza intollerante anche con i clienti ho capito che DOVEVO dare una svolta. Quindi a gennaio ho messo il mio curriculum online e ho aspettato. Ho fatto due colloqui di lavoro e ho ricevuto due offerte di lavoro. Perfetto.

NO.

L’agenzia che mi ha trovato il lavoro, per il quale sono pagata da loro, pretendeva che iniziassi nel giro di 6 giorni, che significa NON avere il tempo di lavorare il cosiddetto ”notice period”. Non ricordo come si chiama in italiano, ma é il periodo che intercorre tra la tua lettera di dimissioni e il tuo ultimo giorno di lavoro.

Il martedí mi hanno detto che dovevo iniziare il lunedí successivo. Impossibile, devo dare 4 settimane di notice period! e lavorarle tutte… Nel frattempo l’agenzia, che fa? manda la richiesta di referenza al mio datore di lavoro, SCRIVENDO che gli serve con urgenza perché avrei iniziato il lunedí successivo. Panico in azienda! Loro non sapevano niente, ancora.

Nel frattempo mi hanno accordato l’inizio per il 3 marzo… Ieri.

SIstemo le cose con la mia azienda e continuo a lavorare in uno stato di grande preoccupazione. Io mi sono licenziata, si, ma non ho nessun contratto firmato. Per la seconda volta… Ho dovuto aspettare fino a venerdí scorso, per firmare il contratto.

Ovviamente, essendo impiegata dall’agenzia, il contratto é straordinario: non ho nessun diritto, e mi possono licenziare dall’oggi al domani! MMMMMH! affarone, ho pensato.

Ammetto che ero un po’ titubante, anche se, dopo aver attraversato due nazioni e il canale della manica con tante valige, pochi soldi, e un inglese approssimativo, sono poche le cose che mi spaventano davvero…

Quindi ieri inizio il famigerato lavoro, senza troppo entusiasmo.

Finché non sono entrata nella banca. Un edificio di sei piani, con ala nord e ala sud, ristorante e palestra. Un piano dedicato alle classe di training e una trainer che potrebbe tranquillamente lavorare come comedian, tanto é simpatica!

Il training é fatto come se noi fossimo giá a tempo indeterminato. Sono tornata indietro nel tempo, quando andare a lavorare era una cosa bella e non un peso, quando credi nei valori aziendali, e senti che l’azienda si occupa di te perché tu ti occupi di lei.

Mi sono ricordata che poco piú di un mese fa sono passata davanti alla JP Morgan e ho pensato: ma a me quando é che capita ancora? Quand’é che faró parte di una grande azienda dove mi fottono con lo stile americano (ma mi piace), dove avró di nuovo la mia scrivania e un sacco di scartoffie? Quando é che potró portare il bicchierone starbucks o costa insieme a tanti colleghi ai quali rivolgere un saluto informale prima di iniziare a lavorare su cose inesistenti?

E nel frattempo camminavo con la mia bimba, mano nella mano, sognando una routine che per quanto possa farti inorridire, mi calzava cosí bene per tanto tempo.

Ed eccomi qui ancora. In una grande banca, con un bicchierone di caffé schifoso e tanti colleghi intorno con i quali scherzare in modo cameratesco su niente.

Non so quanto dura, ma non importa. Ho realizzato ancora una volta un piccolo sogno.

Pro tempore…

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